Sito d’Interesse Nazionale del Sulcis-Iglesiente-Guspinese

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ISPRA: caratterizzazione dei fondali prospicienti il Sito d’Interesse Nazionale del Sulcis-Iglesiente-Guspinese

 

Lungo le coste italiane, esistono numerose aree compromesse a causa di attività industriali pregresse o attuali; alcune di queste sono state riconosciute “di interesse nazionale” (SIN) e sono stati previsti interventi volti a ripristinarle. Tra queste, il SIN del Sulcis-Iglesiente-Guspinese, nella Sardegna Sud-occidentale, in particolare nel tratto di mare che si estende dal Golfo di Palmas a Sud fino a Campu ’e Sali a Nord e in un’ulteriore area antistante il sito industriale di Sarroch.
Lo scorso maggio sono iniziate le attività di caratterizzazione ambientale dei fondali prospicienti; dette attività, prevedono il prelievo di campioni di sedimento lungo la fascia costiera, per verificarne il loro stato di qualità ambientale, considerando le numerose e prolungate attività produttive e di estrazione mineraria che si sono svolte nell’area. La strategia di caratterizzazione applicata e le aree da investigare sono descritte nel “Piano di caratterizzazione ambientale dell’area marino-costiera prospiciente il Sito di Interesse Nazionale del Sulcis Iglesiente Guspinese”, approvato in sede di Conferenza dei Servizi del Ministero dell’Ambiente il 27 marzo 2006.
Le attività vedono impegnate l’ISPRA e l’ARPA Sardegna, incaricate da uno specifico Accordo di Programma sottoscritto il 24 gennaio 2011 tra i due Enti e il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale aree minerarie dismesse del Sulcis Iglesiente Guspinese, sia per i prelievi che per la fase analitica.
Si tratta di una caratterizzazione molto estesa, anche se limitata alle sole aree non precedentemente indagate, che permetterà di conoscere con un significativo dettaglio, la distribuzione delle concentrazioni di eventuali contaminanti presenti nei sedimenti dei fondali e le relative correlazioni con le caratteristiche tessiturali, geochimiche e idrodinamiche dell’area. La caratterizzazione prevede l’esecuzione di carotaggi di spessore variabile tra 2 e 3 metri e la determinazione di diversi parametri chimico-fisici (granulometria, metalli e elementi in tracce, idrocarburi, ecc.) individuati sulla base dei potenziali apporti provenienti dalle aree produttive e minerarie poste lungo la costa.
Analoga attività verrà eseguita, solo dopo la chiusura della stagione balneare, su alcuni arenili di questa stessa fascia costiera.