Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale

Cerca

14 AGLIE'-OROPA

Il Giro si muove dalla pianura verso i monti, attraversando un paesaggio molto particolare, generato dai fenomeni glaciali che hanno interessato l’area nel Quaternario: le colline moreniche e i rilievi metamorfici e cristallini pedemontani.
Le forme moreniche presentano il classico andamento allungato, con distribuzioni talora caotiche, talora a cordoni, creste pseudoparallele che si sviluppano in diverse direzioni; i tipi di rocce sono eterogenei, rappresentati per lo più da depositi continentali recenti, micascisti, filladi e graniti. La Corsa attraversa poi nell’area di Ivrea l’ampia Pianura della Dora Baltea, su cui si affacciano le blande ondulazioni moreniche del Canavese, che ne movimentano l’assetto inserendosi in essa con le loro propaggini. Il Giro affronta il primo GPM sulla morena della Serra e procede rasentando il margine della Riserva Naturale speciale della Bessa. All’altezza di Biella, sul Torrente Cervo, s’inizia l’anello che, dopo aver costeggiato la Riserva Naturale orientata di Baragge, ai piedi dell’area più schiettamente collinare, in una pianura blandamente ondulata dalle propaggini moreniche, porta il Giro verso i monti.
Il GPM Alpe Noveis è in un paesaggio caratterizzato da rilievi a morfologia eterogenea con versanti solcati da numerose valli dal profilo trasversale tipicamente a "V": i corsi d’acqua sono a regime torrentizio, fortemente incrementato stagionalmente dallo scioglimento dei ghiacci; le porzioni sommitali dei rilievi sono caratterizzate da creste allungate.
Il successivo GPM Bielmonte è caratterizzato da prevalenti granuliti e micascisti, intercalati a piccoli lembi di peridotiti e gabbri.
Il ritorno a Biella completa l’anello, prima della risalita che rende omaggio ai santuari di San Giovanni e di Oropa, incastonati in un paesaggio complesso e affascinante che propone tutte le  forme descritte, la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Oropa.
Il suolo in montagna è coperto da fitta vegetazione boschiva alternata a radure a prato, preponderanti nelle parti sommitali. Nella parte che ormai riconosciamo come morenica, il terreno è in gran parte coltivato e le caratteristiche del substrato (varietà di dimensioni e forma dei detriti che compongono le morene e la disposizione caotica degli stessi) e del suolo, garantiscono condizioni ottimali per la coltura della vite, e nella  zona piemontese si registra la produzione di alcuni tra i vini più famosi in Italia e nel mondo. (http://www.winegis.it/it/vino/canavese)

 

Approfondimenti:

Vai al Geoportale Servizio Geologico d’Italia

http://sgi2.isprambiente.it/geositiweb/

Breve storia geologica d’Italia

http://ebook.scuola.zanichelli.it/lupiagloboblu/volume-minerali-e-rocce-vulcani-terremoti/la-crosta-terrestre-minerali-e-rocce/il-ciclo-litogenetico#44

http://online.scuola.zanichelli.it/lupiascienzeterra-files/Sintesi-azzurra/Zanichelli_Lupia_Terra_azzurra_sintesi_U8.pdf

http://musei.unipv.it/Mineralogia/classificazioneMinerale.htm

http://www.ingv.it/it/

http://www.sma.unibo.it/erbario/c41.html