Cenni storici

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La Biblioteca ISPRA (L. 133 del 2008) è frutto della confluenza delle seguenti preesistenti biblioteche:

  • Biblioteca dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente e dei servizi tecnici (APAT) – già Biblioteca del Servizio Geologico Nazionale (risalente al 1873), poi Biblioteca del Dipartimento Servizi Tecnici Nazionali – PCM – e Biblioteca dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (A.N.P.A.);
  • Biblioteca dell’Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare (I.C.R.A.M.);
  • Biblioteca dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica (I.N.F.S.).

È il lungo percorso maturato dalla Biblioteca, che parte dal 1868 ed arriva fino ad oggi, unito ad una attenta politica di acquisti e ad un’intensa attività di scambi di pubblicazioni bibliografiche e cartografiche con enti e istituti scientifici di tutto il mondo, a renderla dunque uno degli archivi più completi, a livello nazionale ed europeo, nelle scienze della Terra e nelle tematiche ambientali.

A seguito di articolate e complesse attività di logistica, nel 2012, il patrimonio biblio-cartografico della Biblioteca ISPRA, allocato presso le sedi preesistenti, è stato unificato presso la nuova sede di via Brancati, 60, per ottimizzare l’amministrazione degli spazi, la gestione biblioteconomica e la fornitura di servizi all'utenza.

Parallelamente, attraverso intense attività di movimentazione e slittamento della documentazione, è stata realizzata la riorganizzazione del magazzino demaniale, sito in viale Gassman, allo scopo di rendere tale magazzino in grado di ospitare le annate pregresse e/o meno richieste dei periodici gestiti dalla Biblioteca.