Sostanze pericolose

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Sostanze pericolose

L’impiego delle sostanze chimiche nei settori produttivi e il loro utilizzo diffuso nella vita quotidiana contribuiscono al benessere economico e sociale, tuttavia alcune di queste sostanze possono provocare gravi danni all’ambiente e alla salute umana.

Le sostanze presenti sul mercato dell’Unione Europea sono circa 120.000. La politica comunitaria in questo campo ha l’obiettivo di garantire un elevato livello di tutela della salute umana e dell’ambiente, basandosi, in mancanza di conoscenze scientifiche adeguate, sul principio di precauzione.

L’ISPRA svolge le attività di valutazione del rischio ambientale delle sostanze chimiche, analizzandone le caratteristiche intrinseche di pericolosità, il loro destino e i possibili effetti sugli organismi e gli ecosistemi esposti e, in particolare, è istituto tecnico-scientifico di riferimento per gli aspetti ambientali nell’attuazione del Regolamento comunitario REACH, in materia di immissione in commercio delle sostanze chimiche e del Regolamento comunitario CLP in materia di classificazione di pericolo delle sostanze.

La Sezione Sostanze Pericolose è l’unità di riferimento dell’Istituto per tali compiti, e, in particolare:

  • nei processi di valutazione delle sostanze e alla definizione delle misure di gestione del rischio a livello comunitario
  • nei comitati e negli organismi europei
  • assistendo l’Autorità Competente nazionale REACH/CLP nelle attività di vigilanza
  • nell’ambito delle iniziative di formazione e informazione in tema di sicurezza delle sostanze chimiche rivolta agli enti pubblici, alle imprese e al pubblico in generale.

Sul tema dei pesticidi, ISPRA svolge i compiti previsti dalla normativa di immissione in commercio (Regolamento (CE) n. 1107/2009) e dalla normativa sull’uso sostenibile (Direttiva 2009/128/CE).

Al riguardo la Sezione Sostanze Pericolose svolge le seguenti attività:

  • assistenza tecnica al Ministero dell’Ambiente nei processi di valutazione dei pesticidi e nella partecipazione ai comitati europei
  • coordinamento del monitoraggio degli effetti ambientali dei pesticidi
  • realizzazione del rapporto nazionale pesticidi nelle acque
  • predisposizione e alimentazione degli indicatori previsti dal PAN per monitorare il conseguimento degli obiettivi in tema di rischio per il comparto acque.