Questa barca si prende cura del mare

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Questa barca si prende cura del mare

“Questa barca si prende cura del mare” è un riconoscimento che ISPRA conferisce ad operatori della pesca impegnati in vario modo a favore dell’ambiente marino e della ricerca: dal partecipare a tavoli di discussione nei quali condividere informazioni e conoscenze all’investire tempo ed energie in azioni concrete.

I primi ad ottenere questo riconoscimento, sotto forma di adesivo da installare sulla barca, sono stati alcuni operatori della pesca della marineria di Chioggia che stanno collaborando dal 2008 con i ricercatori ISPRA della Struttura Tecnico Scientifica di Chioggia, in particolare nell’ambito dei due progetti Europei GAP2 e DeFishGear:

  • C.te Mario Casson, M/p Furia C
  • C.te Cristian Dall’Acqua, M/p Jolly
  • C.te Giorgio Fabris, M/p Gionni Alberto
  • C.te Denis Padoan, M/p Drago
  • C.te Marino Pagan, M/p Guerriero della luce
  • C.te Roberto Penzo  M/p Albino Tanfa
  • C.te William Perini, M/p Perla Nera
  • C.te Doriano Scarpa, M/p Gurra
  • C.te Sandro Zennaro, M/p Bufera
  • C.te Renzo Zennaro

Di seguito sono illustrate brevemente le attività svolte e i risultati ottenuti.

 

DEFISHGEAR - Fishing for Litter

Il Fishing for Litter consiste nel facilitare il conferimento a terra, da parte dei pescatori, dei rifiuti solidi non pericolosi pescati accidentalmente durante le normali attività di pesca, oltre che degli attrezzi da pesca dismessi. Obiettivi di questa attività sono la riduzione dei rifiuti in mare, come richiesto dalla Strategia Marina (Direttiva quadro 2008/56/CE recepita in Italia con d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010), la conoscenza delle principali criticità locali in termini di rifiuti marini e la diffusione nel mondo della pesca di buone pratiche nell’ottica di una sempre maggiore sostenibilità ambientale delle attività di pesca.

L’ISPRA - STS di Chioggia, nell’ambito del progetto di ricerca europeo DeFishGear(Derelict Fishing Gear Management System in the Adriatic Region), ha condotto nel 2015 e nel 2016 un’attività pilota resa possibile grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto e del Comune di Chioggia.

I risultati ottenuti nei sedici mesi di attività sono stati superiori alle aspettative: i pescatori che hanno collaborato al progetto hanno infatti eliminato dal fondo marino - e conferito a terra – circa 30 tonnellate di rifiuti e 9 tonnellate di attrezzi dismessi. Le analisi di un sub-campione casuale dei rifiuti conferiti (1127 kg) hanno mostrato come i materiali plastici siano i più abbondanti in peso (79%), e hanno evidenziato uno dei problemi locali più rilevanti per questo comparto di pesca: le ‘calze’ per la mitilicoltura infatti rappresentano il 65% in peso di rifiuti legati alla pesca che giacciono sul fondo del mare di questa zona.

Il Fishing for Litter è un’attività ancora poco conosciuta in Italia e i pescatori che ISPRA di Chioggia, in questo ambito, si sono fatti pionieri di una iniziativa raccomandata dalle principali organizzazioni mondiali ed europee, che ha suscitato grande interesse anche nei media e nella cittadinanza.

 

 

 

GAP2

Il progetto europeo di ricerca partecipata GAP2 (Bridging the gap between science, stakeholders and policy makers), finanziato dalla Comunità Europea, dal 2011 vede impegnati alcuni pescatori della flotta di Chioggia in un percorso collaborativo “alla pari” con i ricercatori della Struttura Tecnico Scientifica di Chioggia dell’ISPRA. La collaborazione si pone come obiettivo quello di fornire una descrizione dinamica della distribuzione spazio-temporale delle risorse alieutiche dell’Alto Adriatico e contribuire alla definizione di proposte condivise tra ricercatori e pescatori per uno sfruttamento più sostenibile delle risorse.

Il processo di ricerca condiviso si articola in diverse attività. Vengono svolti imbarchi periodici di osservatori (ricercatori ISPRA e collaboratori esterni) che si occupano della registrazione delle catture e dello scarto, registrano dati ambientali ed elaborano i dati per illustrarli e discuterli con i pescatori. È stato inoltre implementato un sistema di raccolta dati gestito direttamente dai pescatori, attraverso l’installazione su alcuni pescherecci di log-book elettronici che permettono di raccogliere dati relativi alle catture delle principali specie commerciali per singola cala. Sono state realizzate interviste ai pescatori per valorizzare le loro conoscenze ecologiche, costruite in anni di rapporto quotidiano col mare.

Tassello importante del progetto è il piano di monitoraggio delle risorse alieutiche del Veneto, effettuato in un’area compresa tra le 4 e le 18 miglia dalla costa dal delta del Po alla laguna di Grado-Marano, svolto alla fine del periodo di “fermo biologico”.

La fruttuosa collaborazione fra pescatori e ricercatori ha infine portato alla stesura del Quaderno ISPRA: “Un futuro per la pesca in Alto Adriatico. Risultati e proposte del percorso partecipativo GAP2 tra ricercatori e pescatori di Chioggia” (a richiesta disponibile in formato cartaceo).