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Bollettino trimestrale sui finanziamenti alla ricerca nel settore della tutela delle acque

Un cloud europeo per condividere le ricerche scientifiche

L’Europa è il più grande produttore di dati scientifici in tutto il mondo, ma a causa delle insufficienti e frammentate infrastrutture digitali il potenziale di questi ‘Big Data’ non viene sfruttato al massimo delle sue capacità. La Commissione europea ha lanciato un piano volto a rafforzare l’interconnessione delle infrastrutture di ricerca esistenti, che punta alla creazione di uno European Open Science Cloud che offrirà a 1,7 milioni di ricercatori e 70 milioni di professionisti di scienza e tecnologia un ambiente virtuale per archiviare, condividere e riutilizzare i loro dati a livello interdisciplinare e transfrontaliero. Questo cloud, ovvero uno spazio di archiviazione da remoto accessibile grazie ad internet ovunque ci si trovi, sarà sostenuta da una infrastruttura europea, che dovrebbe assicurare reti a banda larga, impianti di stoccaggio su larga scala e capacità di super-computer necessari per accedere in modo veloce ai dati memorizzati.
L’iniziativa europea mira a rendere più facile per ricercatori e innovatori accedere ai dati e riutilizzarli e a ridurre i costi per l’archiviazione dei dati e l’analisi ad alte prestazioni. Sarà portata avanti gradualmente attraverso una serie di azioni. Si inizierà quest’anno con la creazione del cloud europeo. L’anno prossimo poi tutti i dati scientifici generati dai progetti realizzati nel quadro del programma di ricerca e innovazione Orizzonte 2020 saranno trasformati in dati aperti e resi accessibili a tutta la comunità scientifica.

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Periodici tecnici
(Periodici tecnici) PRUE
2/2016