“La dichiarazione di San Paolo” Iniziativa internazionale sugli impollinatori

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“La dichiarazione di San Paolo” Iniziativa internazionale sugli impollinatori

Il documento, preparato da numerosi scienziati internazionali appartenenti a 15 paesi per il V meeting SBSTTA della CBD (2000), è stato il quadro di riferimento per la decisione 5/V (parte II "International initiative for the conservation and sustainable use of pollinators") della 5 Conferenza delle Parti CBD (2002)

Un terzo della domanda mondiale di impollinazione in agricoltura è svolto dalle circa 25.000 specie di apoidei. Il valore economico annuale di questo servizio ammonta per gli Stati Uniti a 5/6 miliardi di euro e a livello mondiale a circa 50 miliardi di euro. La specie in assoluto più diffusa ed efficace per l’impollinazione è l'ape (Apis mellifera). Uno dei principali problemi che stanno emergendo per la produzione agricola mondiale è il rischio di dover dipendere da una singola specie impollinatrice. Le api in molte parti del mondo sono soggette a gravi problemi sanitari, che hanno determinato una drastica riduzione del numero di colonie. Gli agricoltori degli Stati Uniti e dell’Europa hanno registrato, a fronte di una buona fioritura, una riduzione dei raccolti di frutta e verdura. La comunità scientifica ha constatato che la maggior parte dei paesi del mondo è gravemente colpita da alcune delle principali malattie delle api.  Il mondo della ricerca e il comparto agricolo più consapevole chiede con sempre maggior convinzione che sia privilegiato l’impiego delle api autoctone. E’ auspicato, inoltre, che si pongano restrizioni e controlli all’importazione da paesi terzi di api o materiali potenzialmente contaminati da malattie, che comporterebbero gravi rischi sanitari per le api indigene. Si è infatti constatato che il numero di api native è in diminuzione e che alcune specie sono minacciate di estinzione. Perdite di intere famiglie di api si sono registrate, in particolar modo nell’ultimo decennio, sia in America che in Europa. Queste perdite sono dovute principalmente all'uso di prodotti chimici di sintesi, alla diffusione delle monocolture, alla deforestazione, all’introduzione di specie e di malattie esotiche. Alcune specie di api native dell’Italia (ligustica, carsica, ecc.), da sempre apprezzate nel mondo per la particolare efficienza sia come impollinatrici sia per la qualità e la quantità dei prodotti dell’alveare, meriterebbero specifiche misure di salvaguardia.

 

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CBD pollinator initiative