Strategia Nazionale per la Biodiversità

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Dal 2010 anche l’Italia si è dotata di una Strategia Nazionale per la Biodiversità (SNB), la cui elaborazione si colloca nell’ambito degli impegni assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity - CBD, Rio de Janeiro 1992) avvenuta con la Legge n. 124 del 14 febbraio 1994.

Con l’intesa (Repertorio n. 181/CSR) espressa dalla Conferenza Permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome nella seduta del 7 ottobre 2010 si è concluso l’iter di approvazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, a seguito di una proficua concertazione tra il MATTM, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, dopo un percorso di partecipazione e condivisione fra i diversi attori istituzionali, sociali ed economici interessati, che attraverso specifici Workshop territoriali è culminato nella Conferenza Nazionale per la Biodiversità (Roma, 20 - 22 maggio 2010).

La Strategia si pone come strumento di integrazione delle esigenze della biodiversità nelle politiche nazionali di settore, riconoscendo la necessità di mantenerne e rafforzarne la conservazione e l’uso sostenibile per il suo valore intrinseco e in quanto elemento essenziale per il benessere umano, rispondendo appieno alla sfida 2011-2020 per la biodiversità.

Da questa considerazione deriva la visione per la conservazione della biodiversità della Strategia:

"La biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale".

Per il conseguimento di questa visione la SNB è stata articolata intorno a tre tematiche cardine:

  • Biodiversità e servizi ecosistemici;
  • Biodiversità e cambiamenti climatici;
  • Biodiversità e politiche economiche.

A queste tematiche corrispondono altrettanti Obiettivi Strategici:

  1. Entro il 2020 garantire la conservazione della biodiversità, intesa come la varietà degli organismi viventi, la loro variabilità genetica ed i complessi ecologici di cui fanno parte, ed assicurare la salvaguardia e il ripristino dei servizi ecosistemici al fine di garantirne il ruolo chiave per la vita sulla Terra e per il benessere umano;
  2. Entro il 2020 ridurre sostanzialmente nel territorio nazionale l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, definendo le opportune misure di adattamento alle modificazioni indotte e di mitigazione dei loro effetti ed aumentando le resilienza degli ecosistemi naturali e seminaturali;
  3. Entro il 2020 integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore, anche quale opportunità di nuova occupazione e sviluppo sociale, rafforzando la comprensione dei benefici dei servizi ecosistemici da essa derivanti e la consapevolezza dei costi della loro perdita.

In ragione della trasversalità del tema biodiversità, nonché dell’opportunità e necessità della sua integrazione all’interno delle politiche di settore, il conseguimento degli Obiettivi Strategici viene affrontato nell’ambito di 15 aree di lavoro (1. Specie, habitat, paesaggio; 2. Aree protette; 3. Risorse genetiche; 4. Agricoltura; 5. Foreste; 6. Acque interne; 7. Ambiente marino; 8. Infrastrutture e trasporti; 9. Aree urbane; 10. Salute; 11. Energia; 12. Turismo; 13. Ricerca e innovazione; 14. Educazione, informazione, comunicazione e partecipazione; 15 L’Italia e la biodiversità nel mondo).

L’attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità

Con Decreto del 6 giugno 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 143 del 22 giugno 2011 il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha istituito gli organismi di funzionamento della Strategia (Comitato Paritetico per la Biodiversita', Osservatorio Nazionale per la Biodiversita, Tavolo di consultazione).

Il Comitato Paritetico, a supporto della Conferenza Stato-Regioni, è composto da rappresentanti delle Amministrazioni centrali e delle Regioni e Province Autonome. In seno al Comitato Paritetico è costituito un Comitato ristretto per garantire la massima efficacia operativa nell’attuazione e revisione della Strategia.

A supporto del Comitato Paritetico è istituito un Osservatorio Nazionale per la Biodiversità (ONB) che fornisce il necessario apporto scientifico multidisciplinare. L’ONB è presieduto dal MATTM e composto da rappresentanti degli Osservatori o Uffici regionali sulla biodiversità, delle principali Associazioni Scientifiche, del mondo accademico, dell’ISPRA e delle Aree Protette. Tra i compiti dell’Osservatorio vi è quello di predisporre documenti tecnici istruttori, di identificare gli indicatori di valutazione per il monitoraggio della Strategia, di elaborare dei rapporti periodici sui risultati raggiunti rispetto agli obiettivi individuati, di proporre aggiornamenti ed integrazioni alla Strategia coerentemente con le necessità e criticità emerse a livello nazionale e con le previsioni e impegni assunti a livello internazionale e comunitario.

Per permettere il pieno e costante coinvolgimento dei portatori d’interesse nel percorso di attuazione e revisione della Strategia è istituito anche un Tavolo di consultazione che coinvolge il Comitato Paritetico e i rappresentanti delle principali associazioni delle categorie economiche e produttive, delle Associazioni ambientaliste e più in generale dei portatori d’interesse.

L’ISPRA e la Strategia Nazionale per la Biodiversità

L’ISPRA sta contribuendo all’attuazione della Strategia partecipando con tre rappresentanti alle attività dell’Osservatorio e svolgendo, tramite altri tre partecipanti, il ruolo di Segreteria che, oltre a compiti di tipo organizzativo, offre un supporto tecnico-scientifico quale la redazione di documenti che devono essere discussi ed approvati dall’Osservatorio stesso.

Una delle principali attività di ISPRA nell’ambito della Strategia ha riguardato la messa a punto di un sistema di indicatori atti a valutare l’attuazione della Strategia stessa. Essa infatti prevede l’elaborazione, ogni due anni, di un rapporto sulla sua attuazione ed efficacia. A tal fine ISPRA ha predisposto un set preliminare di indicatori, costituito da 14 indicatori di stato che mirano a rappresentare e valutare lo stato della biodiversità in Italia e 29 indicatori di valutazione atti a valutare l’efficacia delle azioni svolte dal sistema paese nel raggiungimento degli obiettivi della Strategia. Il set è stato approvato dal Comitato Paritetico per la Biodiversità nella seduta del 23 aprile 2013.

Successivamente, nel corso del 2014, sempre a cura di ISPRA e su incarico del MATTM, sono stati implementati 35 indicatori (11 di stato e 24 di valutazione) sui 43 del set completo. Non sono stati pertanto implementati 8 indicatori (3 di stato e 5 di valutazione) a causa dell’attuale non reperibilità di dati aggiornati e rispondenti ai requisiti richiesti. I risultati dell’implementazione se da un lato evidenziano, attraverso gli indicatori di stato, un quadro tuttora essenzialmente negativo dello stato della biodiversità in Italia, dall’altro, attraverso gli indicatori di valutazione, delineano una situazione abbastanza positiva, in cui determinate azioni sono state intraprese e sono in corso di realizzazione, nonostante le difficoltà economico-finanziarie e la persistente situazione di incertezza rispetto al quadro normativo e istituzionale.

 

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