Progetto Speciale Funghi

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Sino a oggi sono state descritte circa 1.700.000 specie diverse tra microrganismi, invertebrati, piante, funghi e animali; la comunità scientifica ritiene che in Natura ne esistano, però, molte di più e ne stima le consistenze tra i 3 e i 100 milioni. In particolare per i funghi, si stima che siano circa 1.500.000 le specie presenti sulla terra, ma, a oggi, ne sono state descritte 72.000; appena il 4,5% di quanto stimato. Questi, insieme ai batteri e ad altri microrganismi, sono tra i principali agenti dei cicli biogeochimici (i cicli di materia ed energia alla base del funzionamento degli ecosistemi) provvedendo alla degradazione della sostanza organica morta fino a ottenere sia molecole inorganiche sotto forma di acqua, anidride carbonica e sali minerali, sia molecole organiche frutto di complesse attività metaboliche.

I funghi e i microrganismi rappresentano, dunque, una componente di fondamentale importanza per la fertilità del suolo e svolgono un ruolo insostituibile, in mancanza del quale il suolo costituirebbe semplicemente un inerte supporto meccanico.

A dispetto dei progetti e delle misure finalizzate allo studio e alla conservazione della biodiversità allo stato attuale, nessuna specie fungina è contenuta negli allegati della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat, le principali disposizioni della normativa europea finalizzata alla protezione delle specie selvatiche e dei loro habitat.

In realtà, nonostante il ruolo cruciale svolto dai funghi nei complessi processi ecosistemici, questi organismi non sono a tutt’oggi considerati nei piani di conservazione della natura e nella valutazione della priorità degli habitat da tutelare.

In tale ottica l'ISPRA, proseguendo le attività sulla biodiversità micologica che la soppressa Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT) aveva avviato sin dal 2003 con la sottoscrizione di una convenzione non onerosa con l'Associazione Micologica Bresadola, ha ampliato i campi di interesse, dando avvio, nel 2007, al "Progetto Speciale Funghi", con l’intento di fornire strumenti operativi non convenzionali per la valutazione della qualità ambientale utilizzando i funghi quali indicatori biologici e che, considerata l'ampiezza e la complessità degli argomenti, è stato articolato su 16 "Temi di ricerca"

A fine 2011, dopo una intensa attività seminariale durata quattro anni, con frequenza mensile, (vedere link sottostante) è emersa l’importanza fondamentale, considerata la diversità delle varie aree fisiografiche del paese, di avere un approccio multidisciplinare nella ricerca scientifica sui funghi finalizzando i risultati ottenuti dalle varie “Unità operative" al "Tavolo Tecnico per la rete nazionale di monitoraggio della biodiversità e degrado dei suoli" (”Programma Re Mo” Italian version, English version).

A tale fine sono stati creati, nell’ambito del “Progetto Speciale Funghi” dell’ISPRA  i “Centri di Eccellenza per lo studio delle componenti micologiche di biodiversità del suolo”.