Radioattività ambientale

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imgL’Italia attualmente non produce energia attraverso processi di fissione nucleare e non ha in programma la costruzione di centrali nucleari. Ciò nonostante il tema della esposizione alle radiazioni rimane di stringente attualità e, dopo un periodo di relativo disimpegno dalle attività nucleari in genere (ad eccezione per le applicazioni in medicina), negli ultimi anni sta emergendo la necessità di una nuova attenzione per quanto riguarda la protezione dell’ambiente, della popolazione e di quanti lavorano nel settore.

Esistono radiazioni di diverso tipo: quelle di origine naturale, come la luce che vediamo e avvertiamo con i nostri sensi, e quelle di origine artificiale, come le onde radio, che non possiamo percepire ma che possono essere facilmente rivelate dalla radio e dalla televisione.

Le radiazioni naturali e artificiali, inoltre, si possono dividere in radiazioni ionizzanti (oggetto di queste pagine del sito) e radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici prodotti da elettrodotti, impianti di tele-radiocomunicazioni, radiazioni luminose).

Radiazioni ionizzanti: le radiazioni ionizzanti sono particelle e/o radiazioni elettromagnetiche che scaturiscono dal processo di decadimento del nucleo di un atomo, la radioattività, di origine naturale o artificiale, e sono in grado di modificare la struttura della materia con cui interagiscono. Nel caso dei tessuti biologici questa interazione può portare a un danneggiamento delle cellule. Nella maggior parte dei casi il danno viene riparato dai normali meccanismi di difesa dell'organismo ma, in funzione anche dell’entità e della durata dell’esposizione, a volte le cellule interessate possono risultare compromesse, con conseguenze sulla salute degli individui esposti.