La situazione in Italia

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Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall’ISPRA, dall’Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un’indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.
Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.
I risultati dell’indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata (fig. 1) con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all’interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.
La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.
Negli anni successivi all’indagine nazionale, diverse Regioni hanno svolto ulteriori indagini, su scala regionale o sub-regionale, finalizzate all’individuazione delle aree con elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon come previsto dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i., o comunque hanno effettuato campagne di misura per approfondire la conoscenza della distribuzione dei livelli di radon sul proprio territorio. Ulteriori informazioni possono essere reperite dai siti web delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell’ambiente. Tali indagini hanno notevolmente ampliato la produzione di dati sul territorio, permettendo di comprendere la distribuzione spaziale dei livelli di radon all’interno del territorio regionale e di rappresentarla attraverso delle mappe radon. La mancanza di linee guida ha generato, però, una situazione molto eterogenea nelle metodologie di esecuzione delle indagini e nella rappresentazione cartografica, pertanto servono ulteriori sforzi per ottenere una mappa delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon a livello nazionale.


Figura 1. Risultati dell’indagine nazionale sull’esposizione al radon nelle abitazioni

 


Figura 2. Indagini regionali per l’individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon

 

Fonte della Figura 2:

Abruzzo http://www.saguenay.ggl.ulaval.ca/geohazard/alea/palermi.pdf

Bolzano http://www.provincia.bz.it/agenzia-ambiente/radiazioni/mappa-radon.asp

Emilia Romagna http://www.arpa.emr.it/dettaglio_documento.asp?id=1601&idlivello=1326

Friuli Venezia Giulia http://www.arpa.fvg.it/cms/tema/radiazioni/radon/approfondimenti/Il-Radon-in-Friuli-Venezia-Giulia.html

Lazio http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/radioattivita/pubblicazioni.htm

Lombardia http://ita.arpalombardia.it/ita/aree_tematiche/agentifisici/index_radon.asp

Piemonte http://www.arpa.piemonte.it/pubblicazioni-2/pubblicazioni-anno-2009/pdf-mappatura-radon

Toscana http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2012/002-12/fig-6.jpg

Valle d’Aosta http://www.arpa.vda.it/index.php?option=com_flexicontent&view=items&cid=983%3Aradiazioni-ionizzanti&id=1348%3Alivelli-di-concentrazione-di-attivita-di-radon-222-allinterno-di-edifici-indoor-terri007&Itemid=258&lang=it

Veneto http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/radiazioni-ionizzanti/radon/i-monitoraggi/la-mappatura-delle-aree-ad-elevato-potenziale-di-radon