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Reti ecologiche nella pianificazione territoriale

Aggiornamento: 06/06/2011

La rete ecologica è uno strumento di gestione del territorio atto a contrastare la sempre crescente frammentazione ecosistemica che è una delle principali minacce per la tutela della biodiversità.

L’obiettivo di una rete ecologica è, infatti, quello di creare e/o rafforzare un sistema di collegamento e di interscambio tra aree ed elementi naturali altrimenti isolati.

 

La struttura di una rete ecologica è costituita da quattro elementi fondamentali interconnessi tra loro:

  • aree centrali (core areas): aree ad alta naturalità che sono già, o possono essere, soggette a regime di protezione (parchi o riserve);
  • fasce di protezione (buffer zones): zone cuscinetto, o zone di transizione, collocate attorno alle aree ad alta naturalità al fine di garantire l’indispensabile gradualità degli habitat;
  • fasce di connessione (corridoi ecologici): strutture lineari e continue del paesaggio, di varie forme e dimensioni, che connettono tra di loro le aree ad alta naturalità e rappresentano l’elemento chiave delle reti ecologiche poiché consentono la mobilità delle specie e l’interscambio genetico, fenomeno indispensabile al mantenimento della biodiversità;
  • aree puntiformi o "sparse" (stepping zones): aree di piccola superficie che, per la loro posizione strategica o per la loro composizione, rappresentano elementi importanti del paesaggio per sostenere specie in transito su un territorio oppure ospitare particolari microambienti in situazioni di habitat critici (es. piccoli stagni in aree agricole).

 

A seconda della tipologia degli elementi messi in rete, la rete ecologica può essere intesa in quattro modi differenti:

  • come sistema interconnesso di habitat, di cui salvaguardare la biodiversità – rete strutturale;
  • come sistema di parchi e riserve, inseriti in un sistema coordinato di infrastrutture e servizi – rete gestionale;
  • come sistema paesistico, a supporto prioritario di fruizioni percettive e ricreative;
  • come scenario ecosistemico polivalente, a supporto di uno sviluppo sostenibile.

 

   Rete ecologica della Provincia di Roma - Piano Territoriale Provinciale Generale

Rete ecologica della Provincia di Roma - Piano territoriale provinciale generale

Per ulteriori approfondimenti consultare le linee guida ISPRA Gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale (2003).


Il servizio Aree Protette e Pianificazione Territoriale – Dipartimento Difesa della Natura, in collaborazione con il Dipartimento Città e Territorio dell’Università di Palermo, ha realizzato un primo censimento, a scala nazionale, dello stato di recepimento del concetto di rete ecologica nella pianificazione territoriale ordinaria, con particolare attenzione ai Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale, che vuole essere implicitamente anche uno sprone a rendere tali strumenti di pianificazione, sempre più pragmatici, convergenti ed efficaci.


Parallelamente è stata condotta un’analisi sulla realtà normativa regionale, sia perché ad essa è affidato il compito operativo della perimetrazione dei SIC e ZPS e della predisposizione dei piani di gestione delle aree Rete Natura 2000, sia perché costituisce l’unità territoriale minima in grado di legiferare in tale materia.

I risultati dello studio sono stati pubblicati nel Rapporto ISPRA 116/2010: “ Le reti ecologiche nella pianificazione territoriale ordinaria – Primo censimento nazionale degli strumenti a scala locale”. 
La raccolta dati, inoltre, è stata utile per costruire l’indicatore “Recepimento della rete ecologica nella pianificazione ordinaria”, pubblicato nell’Annuario dei Dati Ambientali - Edizioni 2009 e 2010.


ISPRA, ad oggi, continua il lavoro realizzando un monitoraggio, con cadenza biennale, che andrà anche ad indagare le differenti modalità, non sempre corrette, con cui il tema di rete ecologica viene tradotto nei vari strumenti pianificatori.
È, infatti, chiara l’esigenza di una standardizzazione del recepimento di tali concetti in chiave omogenea. Senza un impegno in questo senso, difficilmente la rete ecologica riuscirà a tradursi in quella formula tanto declamata e auspicata per il miglioramento della prassi pianificatoria e funzionale ad un tangibile ruolo di contrasto del degrado ambientale e di salvaguardia degli attuali livelli di diversità biologica.