Aggiornamento: 17/04/2012
L’Italia è una delle zone
più attive del Mediterraneo, in termini di tettonica
attiva e sismicità. Molti terremoti storici hanno avuto
effetti catastrofici (e.g., i terremoti del 1693 in Sicilia
orientale, 1783 in Calabria, 1805 a Bojano, 1908 a Messina e
1915 nel Fucino) raggiungendo intensità MCS di XI grado
(Magnitudo circa o leggermente superiore a 7). Studi
paleosismologici hanno consentito di caratterizzare le faglie
responsabili di molti di questi terremoti, dimostrando che le
dislocazioni tardo pleistoceniche-oloceniche hanno interessato
molte strutture prima considerate silenti.
La stima della pericolosità legata ai terremoti ed alla
fagliazione superficiale è un tema molto importante,
specialmente in aree densamente popolate ed industrializzate come
il territorio italiano. Di conseguenza la conoscenza approfondita e
la corretta collocazione delle faglie capaci assume un ruolo chiave
per la mitigazione del rischio. A questo scopo, il Servizio
Geologico d’Italia - ISPRA ha sviluppato il progetto
ITHACA (ITaly HAzard from CApable faults).
ITHACA è un database creato per la raccolta e la facile
consultazione di tutte le informazioni disponibili riguardo le
strutture tettoniche attive in Italia, con particolare attenzione
ai processi tettonici che potrebbero generare rischi naturali. Il
progetto si occupa in modo particolare delle faglie capaci,
definite come faglie che potenzialmente possono creare deformazione
in superficie.
Il database delle faglie capaci è uno strumento fondamentale
per: a) analisi di pericolosità ambientale e sismica, b)
comprensione dell’evoluzione recente del paesaggio, c)
pianificazione territoriale e d) gestione delle emergenze di
Protezione Civile. Può essere inoltre di supporto alla
ricerca scientifica nell’ambito dell’analisi dei
processi geodinamici.
La prima versione del database ITHACA è stata presentata
durante il 31° International Geological Congress di Rio de
Janeiro nel 2000. Da allora è stato condotto un costante
lavoro di implementazione del database del quale
però ancora oggi non esiste una versione esauriente.
Sono stati comunque cambiati ed aggiunti molti dati sia per
l’Italia settentrionale che per quella meridionale. Molte
faglie sono state analizzate nuovamente e, rispetto alla versione
precedente del database, alcune strutture sono state eliminate ed
altre aggiunte. Questa nuova analisi ha riguardato l’Italia
settentrionale ed in modo specifico le Alpi meridionali occidentali
dove, anche se la sismicità storica è meno rilevante
rispetto a quella di altre aree italiane, i risultati di nuovi
studi suggeriscono che il rischio sismico non è
trascurabile, particolarmente per l’alta
vulnerabilità dell’area in termini di elevata
densità di popolazione e di infrastrutture.
Un miglioramento significativo al database si ha anche per le
regioni Calabria e Sicilia, per le quali sono state aggiunte alcune
strutture a mare (Mar Ionio e Canale di Sicilia) che, nonostante le
modeste conoscenze, sono certamente attive e capaci di produrre
significativi effetti sulle aree costiere circostanti, compresi gli
tsunami.
Il lavoro di revisione è tuttora in atto per le restanti
parti d’Italia.