Aggiornamento: 20/01/2011
La salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio geologico
rappresenta a livello internazionale e nazionale un fattore
fondamentale nell’ambito delle più ampie politiche di
pianificazione e di gestione delle risorse naturali.
Diversi, infatti, sono gli atti ed i provvedimenti che sono stati
adottati per tutelare le aree più importanti dal punto di
vista geologico nella sua accezione più ampia. Si segnala,
innanzitutto, la Convenzione sulla Protezione del Patrimonio
Culturale e Naturale Mondiale (UNESCO) siglata a Parigi nel 1972
che all'articolo 2 - dedicato alla definizione del "patrimonio
naturale" - cita, tra gli altri, "i monumenti naturali costituiti
da formazioni fisiche oppure da gruppi di tali formazioni, le
formazioni geologiche e fisiografiche". Altrettanto significativa
è la classificazione predisposta nel 1994 dalla IUCN (The
World Conservation Union) nell'ambito della quale sono stati
individuati indirizzi per la gestione delle aree protette che
dedicano particolare attenzione al patrimonio geologico. Ma non di
secondaria importanza sono i diversi programmi internazionali - le
Riserve della Biosfera (Programma Man and Biosphere - MAB
dell'UNESCO), le zone umide tutelate dalla Convenzione di Ramsar o
le Aree Antartiche Specialmente Protette (ASPAs) tutelate dal
Trattato Antartico – che hanno previsto azioni a favore della
conservazione di territori che spesso risultano rappresentati da
siti di grande importanza per quanto concerne la conservazione del
patrimonio geologico.
E’ tuttavia la più recente strategia dei Geoparchi
– lanciata nel 2000 con l’avvio della Rete dei
Geoparchi Europei (EGN) e consolidata nel 2004 con
l’istituzione della Rete Globale dei Geoparchi sotto
l’egida dell’UNESCO – che interpreta
perfettamente le politiche di conservazione e di valorizzazione del
patrimonio geologico e le integra nell’ambito delle
più articolate azioni finalizzate alla tutela attiva delle
risorse ambientali ed allo sviluppo sostenibile a livello
locale.
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