Fonti di inquinamento
Aggiornamento: 14/04/2005

Le principali emissioni in termini di scarichi puntuali e
diffusi, sversamenti, perdite, che determinano l'alterazione
dello stato di qualità delle risorse idriche e gli impatti
subiti dagli ecosistemi, sono prodotte dai settori agro-zootecnico,
industriale, civile e turistico.
I principali inquinanti derivati dagli insediamenti civili sono le
sostanze organiche biodegradabili, il settore agro-zootecnico
produce inquinamento da nutrienti, fertilizzanti e
fitosanitari, mentre l'industria genera quello da sostanze
organiche alogenate e da metalli pesanti.
Le informazioni relative all'origine e alla distribuzione temporale
e territoriale di questi inquinamenti derivano dalle
attività di monitoraggio e controllo, dai catasti degli
scarichi diffusi a livello provinciale e dalle condizioni delle
infrastrutture del ciclo idrico.
Tuttavia, lo stato dei catasti degli scarichi in termini di
diffusione territoriale e d'informazioni contenute, in particolare
per gli scarichi industriali, e i piani di monitoraggio in essere
non consentono di rappresentare in modo adeguato il livello e la
diffusione delle emissioni inquinanti.
L'attuazione del
Decreto
legislativo 152/99 sulla tutela delle acque (e sue
modificazioni-
D.Lgs.
258/2000), che recepisce la direttiva nitrati (
91/676/CEE) e la direttiva sul trattamento delle acque reflue
urbane (
91/271/CEE), e l'attuazione in corso della
Direttiva Ippc stanno determinando
una riorganizzazione del monitoraggio e del controllo delle
emissioni e porteranno sia a una prima classificazione dello stato
di qualità ambientale dei corpi idrici sia a un quadro
più significativo delle pressioni e degli impatti da essi
subiti. Nell'ambito della direttiva Ippc in particolare, la
Commission Decision 2000/479/Ec e il
D.Lgs.
372/99 (applicazione della direttiva Ippc) stabiliscono la
costruzione rispettivamente di un Registro europeo
(
Eper) e di un Registro nazionale
(
Ines) di emissioni in aria e acqua di origine
industriale. I criteri e le modalità di raccolta delle
informazioni e di implementazione dei Registri sono illustrati nel
Guidance Document for EPER implementation e in "Linee guida e
questionario per la dichiarazione delle emissioni".
La carenza di informazioni è in parte compensata da approcci
modellistici basati sugli usi dei prodotti che determinano
l'inquinamento (usi fertilizzanti e pesticidi) o sulla stima di
indici quali le carenze depurative per l'inquinamento da sostanze
organiche biodegradabili.
Per le emissioni di metalli pesanti e microinquinanti le stime sono
effettuate a partire dalla qualità delle acque per specifici
usi e dagli usi del territorio.
Il D.M. del 18 settembre 2002, n. 198 "Modalità di
attuazione sullo stato di qualità delle acque, ai sensi
dell'art. 3, comma 7, del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152" riguarda i
dati e le informazioni relative all'attuazione delle direttive
europee 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue
urbane e 91/676/CEE relativa ai nitrati di origine agricola,
nonché le direttive sulle acque a specifica destinazione
(potabili, pesci, molluschi e balneazione).
In particolare, le informazioni relative alle pressioni riguardano
i Settori 2 e 3 del Decreto. Il settore 2, riguarda la disciplina
degli scarichi (Parte A - TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE URBANE e
Parte B - SCARICHI INDUSTRIALI E DA INSEDIAMENTI PRODUTTIVI). Le
informazioni relative agli scarichi industriali, in attuazione
delle Direttive 76/464/CEE, 80/68/CEE e 78/176/CEE e dell'articolo
34 comma 5 del D.Lgs. n. 152/99, riguardano l'inquinamento idrico
dovuto alla presenza di sostanze quali, tra l'altro, metalli e
pesticidi.
Il settore 3 del Decreto riguarda i dati e le informazioni relative
alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati
provenienti da fonti agricole, in attuazione della Direttiva
91/676/CEE e dell'articolo 19 del Decreto Legislativo 11 maggio
1999, n.152 e successive modifiche ed integrazioni. L'inquinamento
idrico provocato da nitrati costituisce un problema determinante in
tutti i Paesi della Comunità Europea. Le fonti di tale
inquinamento sono di origine diffusa e, in particolare,
dall'impiego eccessivo di fertilizzanti chimici e da altre pratiche
agricole non corrette quali il mancato ricorso alle rotazioni
colturali, la cattiva gestione dell'irrigazione o le errate
tecniche di spandimento.