In seguito alla Convenzione di Ginevra del 1979, per stabilire le quote di riduzione delle emissioni per ciascun paese è stato messo a punto un approccio basato sulla sensibilità degli elementi recettori alle deposizioni di specie inquinanti: il cosiddetto approccio dei carichi critici.
Definizione di carico critico: “una stima quantitativa dell’esposizione a uno o più inquinanti, al di sotto della quale non avvengono effetti dannosi significativi sugli elementi sensibili dell’ambiente, in accordo con le attuali conoscenze”.
Per tutti questi carichi la misura è una quantità di inquinante per unità di superficie e per unità di tempo.
Le informazioni sulla sensibilità degli ecosistemi, che
si ottengono attraverso la misura dei carichi critici, devono
essere paragonate con i dati di deposizione degli inquinanti per
determinare quali aree ricevono correntemente deposizioni eccedenti
il valore di carico critico dell’area stessa. Queste
aree di eccedenza indicano dove gli attuali valori
di deposizione degli inquinanti possono indurre danno agli
ecosistemi e quindi quali sono le aree per la cui salvaguardia
è indispensabile intervenire.
Le aree di eccedenza non coincidono necessariamente con le aree
più sensibili caratterizzate dal carico critico più
basso, in quanto la criticità della situazione del
territorio è determinata dalla combinazione dei due fattori:
carico critico e deposizione.
Nell’ambito delle attività previste dalla
Convenzione di Ginevra sono stati considerati i carichi critici per
l’acidità totale delle deposizioni, per lo zolfo, per
l’azoto (sia rispetto all’effetto acidificante che
eutrofizzante) e per i metalli pesanti.
I recettori presi in considerazione sono i suoli forestali, le
acque interne e quelle del mare.
Dal 1992 in Italia è stata avviata l’operazione di mappatura dei carichi critici. La mappe nazionali sono realizzate facendo riferimento a un reticolo geografico con maglie quadrate di 50 km di lato (indicato come reticolo Emep 50x50) e per ciascuna cella viene fornito il pentile (cioè il 5° percentile), ossia il limite di deposizione al di sotto del quale si assicura la protezione del 95% degli elementi recettori presenti.
E' possibile consultare le mappe dei carichi critici e delle eccedenze di acidità, eutrofizzazione, di cadmio e di piombo, aggiornate al 2004, calcolate da APAT e trasmesse al Centro di Coordinamento degli Effetti (CCE) in ottemperanza agli obblighi derivanti dalla Convenzione di Ginevra sull'Inquinamento transfrontaliero.