I bio-combustibili sia liquidi che gassosi sono
prodotti sostanzialmente a partire dalle
biomasse e possono essere utilizzati come combustibili per
il trasporto e per il riscaldamento.
Si possono distinguere dei bio-combustibili di prima generazione
con tecnologie di produzione ed utilizzo ormai consolidate ed
alcuni di seconda generazione che necessitano di ulteriori sviluppi
tecnologici.
Possiamo considerare bio-combustibili di prima
generazione:
Per quanto riguarda i bio-combustibili di seconda
generazione le ricerche si stanno concentrando
sull’utilizzo di DME (Dimetiletere), del FT-Diesel (diesel di
sintesi derivato dal processo di Fischer-Tropsch) e del Bio-Etanolo
derivato da biomasse legnocellulosiche.
Infine, tra le iniziative nel campo dei biocombustibili la
più affascinante è sicuramente quella che riguarda lo
sviluppo del vettore energetico Idrogeno (liquido
e gassoso).
In particolare l’uso dell’idrogeno come vettore
energetico può aumentare la sicurezza energetica a lungo
termine mitigando gli effetti dell’inquinamento e delle
emissioni dei gas
serra.
Le sfide tecniche per raggiungere una economia ad idrogeno
includono l’abbassamento del costo di produzione, lo
stoccaggio, il trasporto, la distribuzione e l’uso finale
dell’idrogeno. Le altre necessità includono le
tematiche di sicurezza attraverso una migliore conoscenza di codici
e standard relativi alle tecnologie da utilizzare in maniera
efficiente, pulita, sicura ed affidabile, le campagne educative per
aumentare la coscienza sociale, per accelerare il trasferimento di
tecnologia e per aumentare la conoscenza pubblica dei sistemi
energetici ad idrogeno.
Nel maggio del 2003 l’Unione Europea ha pubblicato la Direttiva 2003/30/CE sulla “Promozione dell’uso dei bio-carburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti”, in cui vengono proposti degli obiettivi indicativi per assicurare la penetrazione nel mercato della distribuzione dei carburanti di una quota minima di bio-combustibili. Gli Stati Membri sono tenuti ad utilizzare una quota minima di bio-combustibili pari al 2% dell’energia contenuta nella benzina e nel diesel immesso sul mercato entro il 31 dicembre 2005 e ad aumentare tale percentuale fino a raggiungere il 5,75% entro il 31 dicembre 2010.
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