Aggiornamento: 07/05/2004
Almeno quattro rischi insidiano il futuro del
Protocollo di Montreal e, quindi, il raggiungimento degli obiettivi
previsti:Questi rischi fanno emergere con evidenza l'urgenza di due
principali linee di azione. In primo luogo è necessario
rendere effettiva l'applicazione del Protocollo e anticipare le
scadenze future creando, attraverso adeguati sistemi di
monitoraggio e iniziative di trasferimento di tecnologia, le
condizioni perché la crescita economica dei paesi di nuova
industrializzazione e in via di sviluppo non comporti un continuo
aumento della produzione e dall'uso delle sostanze pericolose. Si
tratta, quindi, di definire le condizioni di una cooperazione
tecnologica ed economica che comporta per i prossimi 10 anni costi
stimati in circa 15-20 miliardi di dollari, una parte dei quali
sarà sostenuta dal Fondo multilaterale del Protocollo di
Montreal, dalla Banca mondiale e dal Fondo per l'ambiente globale
(GEF).
In secondo luogo, è sempre più evidente la stretta
connessione tra distruzione della fascia di ozono e cambiamenti
climatici. Questa evidenza scientifica richiede un nuovo impegno
globale, per fare in modo che le tecnologie e i prodotti
finalizzati alla protezione della fascia di ozono non siano causa
di effetto serra. A questo obiettivo è finalizzata la legge
italiana per la protezione della fascia di ozono, che è la
prima normativa nazionale per la protezione integrata dell'ambiente
globale adottata dai Paesi sviluppati.