Aggiornamento: 12/10/2009
L’impiego delle sostanze chimiche nei settori produttivi e
il loro utilizzo diffuso negli oggetti di uso quotidiano hanno,
senza dubbio, largamente contribuito al benessere economico e
sociale, tuttavia alcune di queste sostanze possono provocare gravi
danni all’ambiente e alla salute umana. Nell’Unione
Europea si concentra un terzo della produzione chimica mondiale e
sono circa 100.000 le sostanze presenti sul mercato. La politica
comunitaria in questo campo ha da sempre l’obiettivo
fondamentale di garantire un elevato livello di tutela della salute
umana e dell’ambiente, basandosi, in mancanza di conoscenze
scientifiche adeguate, sul principio di precauzione.
Tra le recenti normative europee di carattere generale in materia
di sostanze chimiche fondamentale è il Regolamento (CE) N.
1907/2006 (REACH), del 18 dicembre 2006, concernente la
registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche, che definisce un nuovo quadro
normativo per l’immissione in commercio delle sostanze
chimiche, unificando il sistema di valutazione della sicurezza e
gestione del rischio. Il Regolamento 1272/2008 del 16 dicembre
2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e
all’imballaggio delle sostanze e delle miscele, introduce in
Europa il sistema di classificazione GHS (Globally Harmonized
System), sviluppato in ambito ONU con obiettivo di armonizzare la
normativa a livello mondiale.
Tra le norme di settore, particolare importanza hanno quelle
relative ai prodotti fitosanitari impiegati in agricoltura e ai
biocidi utilizzati in vari campi (prodotti per l’igiene
umana, disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo,
ecc.). Tra queste sostanze, infatti, globalmente note come
pesticidi, ci sono molecole concepite per combattere organismi
nocivi e per questo generalmente pericolose per tutti gli organismi
viventi.
L’ISPRA, nell’ambito dei propri compiti istituzionali,
svolge le attività di valutazione del rischio ambientale
delle sostanze chimiche, analizzandone le caratteristiche
intrinseche di pericolosità, il destino e i possibili
effetti sugli organismi e gli ecosistemi esposti. In questo
contesto, in particolare, fornisce supporto tecnico-scientifico
alle amministrazioni preposte all’attuazione del regolamento
REACH e del regolamento CLP e coordina il piano nazionale di
monitoraggio dei pesticidi nelle acque.