Aggiornamento: 02/08/2006
Le emissioni di sostanze inquinanti comportano l'alterazione della composizione chimica dell'atmosfera ed influenzano quindi la qualità dell'aria che respiriamo.
Durante gli ultimi decenni in Italia il quadro delle emissioni in
atmosfera è profondamente mutato: si è passati da
quelle dovute prevalentemente all'utilizzo di derivati del petrolio
e di carbone, caratterizzate da alte quantità di biossido di
zolfo (oltre che di particolato, di ossidi di azoto e monossido di
carbonio), alle emissioni di particolato e di ossidi di azoto
dovute alla combustione del gas naturale e di monossido di carbonio
da traffico stradale.
Di conseguenza, l'inquinamento atmosferico interessa oggi
principalmente le aree urbane, le grandi infrastrutture stradali e
i poli industriali.
La principale causa dell'inquinamento atmosferico nelle aree urbane
è il traffico veicolare, che è all'origine di elevate
concentrazioni di inquinanti, il cui accumulo può essere
aggravato da condizioni atmosferiche sfavorevoli alla
dispersione.
A oggi, anche a seguito all'introduzione delle nuove benzine, gli
inquinanti più critici per i centri urbani sono il
particolato (PM da particulate matter, in particolare quello
inferiore a 10 micrometri - milionesimi di metro - detto
PM10) e l'ozono e lo smog fotochimico, mentre si
è mediamente ridotto l'impatto delle emissioni di monossido
di carbonio e di benzene; permangono criticità per quanto
riguarda il biossido di azoto.
L'attenzione rivolta all'inquinamento atmosferico deriva ovviamente
dai rischi per la salute che comporta, associati principalmente
all'inalazione di gas e particolato, oltre che dai danni osservati
agli ecosistemi e ai materiali, con particolare riguardo ai
monumenti. I rischi per la salute sono stati osservati in
cambiamenti nella mortalità e morbilità (frequenza
delle malattie) sia a breve che a lungo termine.
Normativa e monitoraggio
Le informazioni sull'inquinamento
atmosferico provengono da misurazioni delle concentrazioni in aria
delle specie inquinanti effettuate attraverso le stazioni delle
reti di rilevamento della qualità dell'aria e con l'ausilio
della modellistica di dispersione e trasformazione degli inquinanti
in atmosfera.
Nell'ambito delle proprie attività di sviluppo del
sistema nazionale conoscitivo e di informazione ambientale, l'APAT
effettua la raccolta delle informazioni sulle reti e le stazioni di
rilevamento censite sul territorio nazionale e dei dati di
qualità dell'aria.
Le informazioni più aggiornate sullo stato della
qualità dell’aria sono attualmente disponibili in
Italia su siti web gestiti da diverse Autorità locali:
Regioni, Province, Comuni e Agenzie Regionali e Provinciali per la
Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA).
La Direttiva Quadro 96/62/CE sulla qualità dell'aria
ambiente, recepita dall'Italia con il Decreto Legge del 4.8.1999 n.351,
fornisce un quadro di riferimento per il monitoraggio delle
sostanze inquinanti da parte degli Stati membri, per lo scambio di
dati e le informazioni ai cittadini.
Le "direttive figlie" (direttive 99/30/CE, 2000/69/CE,
2002/3/CE) stabiliscono sia gli standard
di qualità dell'aria per le diverse sostanze
inquinanti, in relazione alla protezione della salute, della
vegetazione e degli ecosistemi, sia i criteri e le tecniche che
gli Stati membri devono adottare per le misure delle
concentrazioni di inquinanti, compresi l'ubicazione e il numero
minimo di stazioni e le tecniche di campionamento e misura. Con
il D.M. 60 del 2 aprile
2002 sono state recepite le direttive figlie 99/30/CE,
2000/69/CE.
L' integrazione delle informazioni che hanno origine dal
monitoraggio, dagli inventari di emissione e dai modelli,
costituisce l'approccio ottimale al problema della valutazione e
gestione della qualità dell'aria. I tre elementi concorrono
alla valutazione in maniera integrata, ma differenziata a seconda
del livello di inquinamento della zona o agglomerato su cui viene
effettuata la valutazione. La domanda di informazione si estende
quindi dalle misure provenienti dalle reti di rilevamento, agli
inventari delle emissioni e ai dati, compresi quelli
meteoclimatici, necessari all'impiego dei modelli di trasporto,
dispersione e trasformazione chimica degli inquinanti.