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Rischio naturale

Aggiornamento: 24/08/2004

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Emergenze connesse al rischio naturale

 

L’APAT, e prima della sua nascita l’ANPA, ha una lunga tradizione nel campo dei rischi naturali. L’esperienza in materia è maturata da una presenza pluriennale nel Comitato Nazionale per la Difesa del Suolo istituito con la L. 183/89 e dalla partecipazione alle fasi emergenziali e post-emergenziali delle più rilevanti crisi di origine naturale.
Le emergenze connesse al rischio naturale riguardano principalmente due tipologie di situazioni, cioè quelle legate a crisi idrogeologiche e quelle connesse a crisi sismiche.

 

Emergenze in seguito a crisi idrogeologiche


Per crisi idrogeologiche si intendono eventi meteorici estremi che causano tipologie di dissesto tra loro strettamente interconnesse, quali frane ed esondazioni fluviali e lacustri. Le dimensioni del fenomeno vengono rese chiaramente da una panoramica di alcuni degli eventi che hanno interessato il nostro Paese: 5.400 alluvioni e 11.000 frane negli ultimi 80 anni, 70.000 persone coinvolte e 30.000 miliardi di danni negli ultimi 20 anni.
A seguito di tali eventi, l’Agenzia fornisce innanzitutto supporto tecnico-scientifico alla Protezione Civile ed alle Agenzie Regionali/Provinciali per la protezione dell’ambiente, in stretto coordinamento con i tecnici degli Enti Locali, al fine di caratterizzare i dissesti idraulici e gravitativi che hanno colpito una determinata area e valutare le situazioni più critiche in merito a siti particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale come discariche, stabilimenti industriali, depuratori. In alcuni casi, d’intesa con le Amministrazioni locali, sono stati predisposti piani di risanamento dei dissesti ed è stato fornito un utile contributo alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei suddetti siti interessati dall’evento disastroso.
Da queste esperienze è emersa la necessità di riconsiderare il rapporto tra uomo ed ambiente naturale, attraverso una pianificazione urbanistica ed interventi sul territorio nel rispetto delle dinamiche naturali.
Le emergenze connesse a crisi idrogeologiche possono riguardare aree colpite da dissesti geologico-idraulici oppure aree ad elevata vulnerabilità ambientale.
Interventi in aree colpite da dissesti geologico-idraulici
Negli ultimi anni alcuni gravi eventi alluvionali hanno colpito il nostro Paese, provocando ingentissimi danni all’ambiente fisico/antropico e, in alcuni casi, perdite di vite umane.
L’APAT è intervenuta nelle più considerevoli crisi geologico-idrauliche (Piemonte 1994, Versilia 1996, Sarno 1998, Cervinara 1999, Calabria ed Italia nord-occidentale 2000, Lombardia 2002, Abruzzo e Molise 2003), fornendo alla Protezione Civile, alle Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) dell’ambiente, ai Comandi dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, alle Prefetture ed alle Istituzioni Locali il proprio contributo tecnico-scientifico e stabilendo un proficuo interscambio di dati e metodologie.
Le attività svolte durante e dopo gli avvenimenti calamitosi hanno permesso di approfondire la conoscenza sui meccanismi e le cause di tali fenomeni e di maturare una notevole esperienza sulla pianificazione e gestione delle attività durante le fasi emergenziali.
Interventi in siti ad elevata vulnerabilità ambientale
L’esperienza acquisita in seguito a gravi recenti eventi alluvionali ha mostrato come il passaggio dell’onda di piena ha interessato siti ad elevata vulnerabilità ambientale: discariche dimesse e attive, vecchi stabilimenti industriali fuori produzione ed in attesa di bonifica, siti produttivi ancora in attività, depuratori sono stati coinvolti nella dinamica dell’evento idrogeologico, fornendo il loro innaturale contributo nel carico solido e fluido della piena. Ai danni materiali recati alle strutture ed alle persone si sono aggiunti così quelli prodotti sull’ambiente, fisicamente meno vistosi ma comunque capaci di modificare gli equilibri naturali e di produrre potenzialmente effetti anche sulla salute pubblica.
Le indagini hanno rivelato come i maggiori problemi siano stati determinati dall’interferenza tra l’evento naturale, certamente eccezionale, e l’azione antropica che ne ha incrementato gli effetti: infatti la maggior parte dei siti si trovano in contesti geomorfologici critici, particolarmente sensibili alle dinamiche evolutive dei versanti e dei corsi d’acqua, e sono stati interessati, in alcuni casi, da interventi strutturali che hanno irrigidito gli elementi del paesaggio. In alcuni casi, d’intesa con le Amministrazioni locali, è stato fornito un utile contributo alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei siti interessati dall’evento disastroso.

 

Emergenze in seguito a crisi sismiche


A seguito di eventi sismici rilevanti, l’Agenzia fornisce supporto tecnico-scientifico alle strutture operative della Protezione Civile e ad Istituzioni Locali competenti (Prefetture, Comuni, Regioni), svolgendo una serie di attività:

  • sopralluoghi sul terreno;
  • valutazione dell’intensità del fenomeno, delle cause e dei meccanismi d’innesco;
  • rappresentazione cartografica degli effetti prodotti dall’evento sull’ambiente e sui manufatti;
  • valutazioni sul rischio residuo e sulle misure provvisionali da adottare per la sua mitigazione;
  • redazioni di rapporti tecnici per il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e per altre strutture pubbliche interessate.

In passato L’APAT è intervenuta in occasione di alcuni gravi eventi tellurici che hanno interessato il territorio nazionale: la crisi sismica in Umbria e Marche nel 1997-1998, il terremoto calabro-lucano nel 1998 e la sequenza sismica che ha colpito il Molise orientale nel 2002.

 

 

APPROFONDIMENTI