Non è possibile eliminare completamente il radon dai
nostri ambienti di vita.
Anche all'esterno è presente, in concentrazioni
relativamente basse (5-10 Bq/m3). Tuttavia è possibile e
raccomandabile intervenire in quegli ambienti in cui la
concentrazione è elevata e causa rischio per la
salute.
Negli Stati Uniti più di 800.000 edifici sono stati
bonificati riducendo la concentrazione di radon e 1.200.000 sono
gli edifici costruiti con criteri anti-radon.
La scelta del metodo più adatto al singolo edificio dipende
da molti fattori e deve essere oggetto di discussione e di
approfondimento tra tutti i soggetti interessati (proprietario,
eventuali occupanti, imprese). L'intervento deve essere un
compromesso tra efficienza di abbattimento del radon, costi di
installazione ed esercizio, accettabilità da parte degli
occupanti, facilità di manutenzione, incidenza sulle
abitudini di vita, durata nel tempo.
Metodi per ridurre il radon negli ambienti
Depressurizzazione del suolo
Questa è la
tecnica maggiormente consigliata nel caso di concentrazione
molto elevata derivante dal suolo. Si tratta di realizzare
sotto la superficie dell'edificio un pozzetto per la raccolta del
gas radon, che viene collegato a un piccolo ventilatore. In tal
modo all'interno del pozzetto si realizza una depressione che
raccoglie il radon e lo espelle in aria impedendo che entri
all'interno dell'edificio.
Ventilazione
Un aumento della ventilazione dell'ambiente diluisce il
radon presente. Questo metodo si realizza con l'ausilio di
un ventilatore. I problemi connessi con questo sistema sono legati
alla necessità di recupero del calore nei mesi invernali. Il
metodo è più adatto per applicazioni in ambienti di
lavoro, in particolare laddove esiste già un impianto.
Ventilazione del vespaio
Questo metodo è
utilizzato quando è presente un vespaio al di sotto
dell'edificio. Aumentando la ventilazione del vespaio si
diluisce il radon presente e di conseguenza meno radon si
trasferisce nell'edificio. L'incremento della ventilazione
può essere realizzato aumentando il numero delle bocchette
di aerazione ed eventualmente applicando un ventilatore. In alcuni
casi la semplice pulizia delle bocchette di aerazione porta a un
abbassamento della concentrazione di radon.
Pressurizzazione dell'edificio
In questo caso si cerca di incrementare la pressione interna dell'edificio, in modo da contrastare la risalita del radon dal suolo. In pratica l’aria interna spinge il radon fuori dall'edificio. Anche qui è necessario l'ausilio di un ventilatore.
Sigillatura delle vie di ingresso
Con questo metodo si tenta di chiudere
tutte le possibili vie di ingresso. La sigillatura
può essere parziale, cioè a carico delle
fessure, delle giunzioni pavimento-pareti, dei passaggi dei
servizi, (idraulici, termici, delle utenze ecc.), oppure
totale, cioè su tutta la superficie di contatto con
il suolo. Per la sigillatura parziale si utilizzano particolari
materiali polimerici e per quella totale fogli di materiale
impermeabile al radon. I costi della bonifica dipendono dal tipo di
intervento e possono andare da alcune centinaia di euro fino a
2-3.000 euro, e da qualche decina a qualche centinaia di euro
l’anno per i costi di esercizio.
Azioni di prevenzione per nuove costruzioni
In fase di progettazione o di costruzione di un nuovo edificio ha
un costo relativamente ridotto adottare criteri che riducano
l'ingresso del radon dal suolo.
Nel caso si voglia adottare la tecnica del vespaio o delle
intercapedini è sufficiente prevedere la realizzazione di
una buona ventilazione naturale per tutta la superficie di contatto
suolo-edificio. Il numero delle bocchette di aerazione deve essere
sufficiente a consentire un buon ricambio di aria (orientativamente
una bocchetta ogni 2 metri lineari) ed è consigliabile il
riempimento del vespaio con ghiaia. In aggiunta deve essere steso
un foglio di materiale impermeabile al radon (già ne
esistono in commercio) sempre su tutta la superficie di contatto
suolo-edificio. In tal modo la costruzione rimane predisposta per
una facile installazione di un ventilatore nel caso la
concentrazione risultasse elevata.
Quando non si adotta il vespaio si devono predisporre, al di sotto
della prima gettata, uno o più pozzetti di raccolta, a
seconda della superficie dell'edificio (circa uno ogni 250
m2), collegati tra loro e collegati con l'esterno
dell'edificio. Inoltre si deve stendere, sempre sotto la prima
gettata, uno strato di ghiaia di circa 5-10 cm e un foglio di
materiale impermeabile al radon. Anche in questo caso, se si
riscontrassero elevate concentrazioni potrà essere
utilizzato un ventilatore per l'aspirazione del radon dai
pozzetti.