Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall’APAT, dall’Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un’indagine nazionale sulla esposizione al radon nelle abitazioni.
Il valore della concentrazione media è
risultato: 70 Bq/m3, valore relativamente
elevato rispetto alla media mondiale valutata
intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.
Nella varie regioni esiste una situazione molto diversificata con
concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3
fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a
migliaia di Bq/m3.
La concentrazione di radon dipende da molti fattori: dalla presenza
di uranio e radio nel suolo e nei materiali da
costruzione, dalla permeabilità del suolo e dalle
abitudini di vita. Anche in aree dove generalmente si riscontrano
basse concentrazioni esiste la possibilità che in alcuni
edifici vi sia una presenza elevata di radon.
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