Aggiornamento: 15/06/2004
Le banche dati costituiscono un prodotto delle attività
tecnico-scientifiche di analisi e valutazione delle informazioni,
raccolte tramite l'effettuazione di soprolluoghi post-incidentali
anche dall'APAT.
Una banca dati incidentale costituisce una valida base per la
comunicazione dell’esperienza operativa maturata
nell’ambito industriale e degli insegnamenti tratti dagli
eventi occorsi. In tal senso, essa costituisce uno strumento di
grande utilità per la formazione e l’informazione
degli addetti ai lavori, per la conduzione delle analisi di
sicurezza e per i processi di valutazione e miglioramento dei
sistemi tecnici e gestionali.
Ma, oltre a questo, una banca dati ben strutturata e di sufficiente
dettaglio costituisce anche un valido ausilio in alcune circostanze
caratterizzanti l’investigazione incidentale. In particolare,
l’interrogazione di una banca dati può fornire
indicazioni utili in merito alla valutazione di effettiva
credibilità di un determinato scenario incidentale, che sia
stato ipotizzato a seguito delle analisi compiute, e ad indirizzare
in modo consistente la definizione della scala di
probabilità relativa, nel caso in cui ci si trovi di fronte
ad una gamma di scenari ipotizzabili.
A tal fine, dato uno scenario ipotizzato, ci si può chiedere
se tale scenario è stato già riscontrato nella storia
passata degli incidenti occorsi in quella tipologia di impianti
ovvero se circostanze analoghe a quelle a cui le evidenze conducono
sono tali da rendere possibile una determinata evoluzione
dell’incidente.
In sintesi, si può affermare che una banca dati incidentali
può rivelarsi un utile strumento, a volte indispensabile,
essenzialmente per:
Banca Dati Incidenti Rilevanti
In accordo con uno dei principali compiti
assegnati all’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e
per i Servizi Tecnici relativo alla raccolta, elaborazione e
diffusione di dati ed informazioni di interesse ambientale è
stato realizzato un sistema per la raccolta e conservazione delle
informazioni sugli incidenti rilevanti. Tale sistema è
stato, ormai da alcuni anni, sviluppato dall’APAT in termini
di archivio informatizzato, strutturato in record contenenti le
principali informazioni disponibili su ogni incidente e denominato
BIRD (Banca Dati Incidenti Rilevanti).
La banca dati BIRD è ormai operativa da alcuni anni ed
è utilizzata a supporto delle attività di controllo
degli analisti ed ispettori del sistema agenziale. Essa comprende
circa 5000 incidenti, nazionali ed internazionali, alcuni dei quali
occorsi in ambito non propriamente industriale (trasporto e
stoccaggio di sostanze pericolose, depositi commerciali,
attività estrattive, ecc.).
Alcune problematiche relative all’esperienza storica di
incidenti con impatto sulle componenti ambientali sono riportati
nel Rapporto “Valutazione dell’impatto
sull’ambiente degli incidenti rilevanti" (RT APAT
36/2003).
Major Accident Reporting System
La
direttiva europea 96/82/EEC (“Seveso II”)
stabilisce, all’articolo 19, le richieste a cui
devono dare risposta gli Stati membri in tema di scambio
di informazioni. La Commissione Europea, a sua volta,
deve provvedere a realizzare e mantenere un registro delle
informazioni ricevute dagli Stati membri e a rendere operativo il
relativo sistema informativo.
In particolare, tra le altre informazioni obbligatoriamente facenti
parte di tale registro europeo, vi sono:
Il sistema informatico MARS (Major Accident Reporting System)
è stato creato dalla Commissione Europea (MATTM-JRC ISPRA)
con il duplice scopo di raccogliere i dati sugli incidenti
cosiddetti “rilevanti”, forniti dagli Stati Membri
dell'Unione Europea (UE) alla Commissione Europea, e per la
costituzione di un sistema di scambio informativo/formativo tra i
Paesi membri in merito ai diversi aspetti connessi con
l’esperienza storica di incidenti rilevanti maturata da
ognuno. Ciò in accordo con le disposizioni della Direttiva
Seveso II.
Attualmente il MARS contiene più di 450 incidenti
rilevanti.
Le informazioni contenute nel data base sono accessibili alle
pubbliche amministrazioni degli Stati membri, alle associazioni
industriali o commerciali, alle organizzazioni sindacali, alle
organizzazioni non governative che operano nel campo della tutela
dell'ambiente e alle altre organizzazioni internazionali o
organismi di ricerca che lavorano nel settore.
Per l’Italia il MARS è alimentato dal Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare sulla base delle informazioni raccolte da commissioni di
tecnici che includono sempre esperti APAT/ARPA.