Evidenza
Rifiuti urbani: nel 2024 + 2,3% di produzione rispetto al 2023. L’Italia differenzia di più, il sud accelera
Presentata oggi l’edizione 2025 del Rapporto Rifiuti Urbani dell’ISPRA Nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. Nell’ultimo anno l’economia italiana ha fatto registrare una crescita del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali sul territorio nazionale, pari, per entrambi gli indicatori socioeconomici, allo 0,7%. Complessivamente, nei 14 comuni con popolazione residente al di sopra dei 200 mila abitanti si registra un aumento della produzione di rifiuti urbani dell’1,8%. Sul fronte della raccolta differenziata il Mezzogiorno continua a ridurre il divario con Centro e Nord. In aumento il dato nazionale, che attesta la raccolta differenziata al 67,7%, con percentuali del 74,2% al Nord, del 63,2% al Centro e del 60,2% al Sud.
La Direttiva Seveso e i rischi emergenti dalla transizione energetica
A dieci anni dal recepimento nazionale, inaugurato il corso di alta formazione per la sicurezza negli impianti industriali Competenze e strumenti operativi per applicare correttamente la Direttiva Seveso III - recepita in Italia con decreto legislativo n. 105/2015 - per poi affrontare le attività di verifica e controllo degli stabilimenti industriali, in relazione all’analisi di rischio dei principali processi industriali, ed alla luce delle nuove tecnologie introdotte con la transizione energetica. Queste le finalità del Corso di Alta Formazione in “Sicurezza negli impianti industriali: la Direttiva Seveso e i rischi emergenti dalla transizione energetica”, ideato, organizzato ed erogato in collaborazione tra ISPRA e UCBM Academy, inaugurato oggi presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il percorso formativo testimonia l’attenzione alla preparazione tecnica e scientifica indispensabile per la prevenzione dei rischi industriali ed è parte integrante dell’offerta formativa della Scuola di Specializzazione in Discipline Ambientali di ISPRA, inaugurata lo scorso anno. UCBM Academy promuove la formazione post-lauream dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, sviluppando master universitari, corsi di perfezionamento, executive program e percorsi progettati su misura per aziende e istituzioni. La collaborazione con ISPRA si inserisce nel quadro delle iniziative congiunte per lo sviluppo di competenze tecniche avanzate nei settori ad elevata complessità.
Dal mare all’energia: Con “Green Plasma” le reti fantasma diventano risorsa
All’Università Politecnica delle Marche presentati i risultati della sperimentazione condotta nell’ambito del Progetto PNRR MER Ancona, 1° dicembre 2025 - Reti fantasma che non soffocano più i fondali, ma generano energia: è la nuova prospettiva aperta da Green Plasma, la tecnologia in grado di trattare fino a 100 kg di plastica marina non riciclabile al giorno, trasformandola in syngas, un gas combustibile ricco di idrogeno impiegabile per generare elettricità, direttamente nei porti e nelle aree di raccolta. Il sistema, sperimentato nell’ambito del progetto PNRR MER – Ghost Nets, utilizzando le reti da pesca abbandonate in mare e recuperate, è stato presentato ad ad Ancona e offre una via innovativa per la gestione dei rifiuti marini più difficili da trattare.
LIFE Sea Forest: le praterie di posidonia oceanica serbatoi di carbonio blu nel mediterraneo
Ripristinate oltre 100 piccole aree di praterie, piantate più di 1300 talee Il progetto LIFE SeaForest – Posidonia meadows as carbon sinks of the Mediterranean, avviato nel 2018 e in conclusione a dicembre e presentato oggi presso la sede romana dell’ISPRA, ha l’obiettivo di valorizzare l’importante ruolo delle praterie di Posidonia oceanica come “serbatoi di Carbonio Blu” del Mar Mediterraneo, incrementando la loro capacità di sequestrare e immagazzinare CO₂ e contrastandone erosione e degrado. Il Progetto ha permesso di raggiungere risultati importanti, tra cui la realizzazione di un Protocollo metodologico per la quantificazione dell’anidride carbonica sequestrata dalla Posidonia oceanica, che rappresenta un passo fondamentale per la futura valorizzazione economica del servizio ecosistemico di assorbimento e immobilizzazione della CO 2 .
Emissioni nazionali di gas serra. La stima del terzo trimestre 2025: in leggero aumento ma prosegue la riduzione per unità di PIL
Per il 2025, le analisi indicano un lieve aumento delle emissioni nazionali di gas serra: +0.3% rispetto al 2024, a fronte di una crescita del PIL pari allo 0.5%; questo comporta una riduzione dell’intensità emissiva (emissioni di gas serra per unità di PIL) dello 0.5% rispetto all’anno precedente. L’incremento delle emissioni è dovuto prevalentemente a un maggior consumo di gas naturale per la produzione di energia elettrica (+2.5%), legato anche a una riduzione della produzione idroelettrica. Come previsto dalla strategia di decarbonizzazione, si registra un sensibile calo delle emissioni legate ai consumi di carbone per la produzione di energia. Nel complesso si stima un aumento delle emissioni dalla produzione di energia del’1.2%.