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L’ISPRA per gli squali in pericolo: prima Conferenza dei Paesi firmatari dello Sharks MoU della Convenzione di Bonn

Da oltre 400 milioni di anni gli squali esercitano, in tutti i mari, l’importantissimo ruolo di predatori apicali ed assicurano il necessario controllo sulle popolazioni delle specie di pesci, mammiferi e rettili che costituiscono le loro prede. Come tutti i predatori, la loro posizione al vertice delle catene alimentari li rende però al tempo stesso particolarmente vulnerabili alla destrutturazione dei livelli trofici delle catene alimentari stesse, nonché al prelievo eccessivo operato dall’uomo. Molte sono, tra gli squali, le specie migratrici. La conservazione degli squali, e delle specie migratrici in particolare, necessita di interventi coordinati su vasta scala internazionale, condivisi tra Paesi interessati alla presenza, nel corso dell’anno, delle medesime popolazioni. Le abitudini pelagiche di molte specie richiedono, inoltre, azioni di gestione sostenibile delle popolazioni che si svolgano ampiamente in acque internazionali, il che rappresenta una sfida ulteriore in termini di aderenza a protocolli a valenza necessariamente internazionale.

La pesca eccessiva e non appropriatamente gestita, ed in particolare il mercato delle pinne di squalo per la cucina orientale, stanno portando a drammatici e rapidissimi crolli di popolazione in specie recentemente ancora abbastanza diffuse. Le pinne di squalo rappresentano infatti uno dei prodotti ittici di più alto valore commerciale, raggiungendo anche gli oltre 500 Euro/Kg. L’alto valore delle pinne rispetto al basso valore della carne creano un incentivo economico alla pratica, inutile, dispendiosa e barbara, di rigettare a mare i corpi degli squali, spesso ancora vivi, dopo la rimozione delle pinne stesse.

Cosciente delle problematiche urgenti e drammatiche di conservazione degli squali a livello globale, la Convenzione sulle specie animali migratrici (CMS, nota anche come “Convenzione di Bonn”) ha lanciato già da alcuni anni un Memorandum of Understanding per la conservazione degli squali migratori (Sharks MoU).

La prima conferenza dei Paesi firmatari dello Sharks Mou si è tenuta a Bonn dal 24 al 27 settembre 2012, alla presenza di oltre 50 Paesi (anche l’Italia è firmataria dello Sharks MoU) e più di 20 organizzazioni internazionali per la conservazione degli squali. L’incontro è stato presieduto da Fernando Spina, Dirigente di Ricerca dell'ISPRA e Chairman del Comitato Scientifico della CMS.

Stante anche il fortissimo interesse commerciale legato alla pesca degli squali, i negoziati sono stati complessi, ma hanno portato all’importantissimo risultato dell’adozione, all’unanimità, di un piano di conservazione internazionali sugli squali migratori, il quale prevede l’adozione di modelli di prelievo sostenibile degli squali ed il divieto di rimozione delle sole pinne. Alla base di questo piano di conservazione globale, l’esplicita previsione di intense attività di ricerca e monitoraggio, intese quali indispensabile base conoscitiva a sistemi di prelievo che interrompano la rapida e drammatica scomparsa degli squali. A tale riguardo, ed a positiva conferma delle eccellenze che caratterizzano ISPRA nel campo della ricerca sugli squali a livello internazionale la nomina, come uno dei due rappresentanti dell’Europa nell’ambito dell’Advisory Committee che rappresenterà il riferimento scientifico dello Sharks MoU, di Marino Vacchi, Dirigente di Ricerca dell'ISPRA.

 

Per un resoconto dettagliato della riunione: http://www.iisd.ca/cms/sharks/mos1/