Museo zoologico ISPRA della sede di Ozzano dell'Emilia
Circa 15.000 reperti tassidermici di mammiferi e uccelli rappresentano il patrimonio museale della sede ISPRA di Ozzano Emilia. I campioni rivestono grande valore storico, artistico, oltre che scientifico; la loro completa archiviazione informatica è relativamente recente, come pure l’armadiatura lignea che occupa per intero i tre vasti saloni dedicati.
Il museo zoologico ISPRA, fruibile a richiesta anche dal pubblico generico, è una struttura riconosciuta dalla Cites e facilita l’attività di ricerca grazie al proprio ruolo di repository della biodiversità italiana. Non si tratta di una raccolta nata specificamente per l'ostensione, quanto per la buona conservazione dei reperti nel tempo.
Per tale motivo sono pressoché assenti vetrine e pannelli espositivi, mentre prevalgono armadi chiusi, cassettiere, scaffali e cartellinature minuscole, ma a prova di smarrimento accidentale. Viene privilegiata la conservazione di 'serie' quanto più ricche possibile di esemplari, per consentire lo studio della variabilità di piumaggi e mantelli, l'analisi delle diverse biometrie e persino quella di piccoli frammenti di DNA storico.
Il materiale risulta peraltro non privo di fascino anche per il pubblico generico, vista l'efficacia consolidata di una forma espositiva vicina al 'museo kircheriano': l'improvvisa apertura delle ante che proteggono dozzine di pelli di lupo appenninico genera ogni volta reazioni di stupore, così come gli armadi strapieni di poiane, gheppi e barbagianni, oppure gli ultimi gipeti sardi uccisi su commissione dai fanatici collezionisti del passato. Oggi, peraltro, la fonte di approvvigionamento è molto diversa.
Da molti decenni non si tratta più di sottrazione mirata di animali dall'ambiente naturale, ma di un attento recupero delle vittime di altre non meno insidiose forme di minaccia, quali incidenti stradali, impatto con vetri, bycatch, bracconaggio e detenzioni illecite. Le attività di manutenzione vengono svolte sotto il controllo di personale professionalmente formato e comprendono l’indispensabile cura routinaria dei reperti museali nonché la loro valorizzazione didattico-scientifica, oltre all’allestimento dei nuovi campioni che si svolge all'interno di un laboratorio tassidermico collegato al museo.



