Istituto Superiore per la Protezione
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Progetto Life Strong Sea. Dal mare una sfida vinta: in 5 anni recuperate oltre 22 tonnellate di attrezzi da pesca

Ce lo racconta il documentario "The Phantom Catch” Più di 180 segnalazioni di attrezzi da pesca dispersi, 24 azioni di recupero, 156 attrezzi rimossi, oltre 22 tonnellate di attrezzi recuperati. Gli interventi hanno riguardato diverse tipologie di attrezzi da pesca, tra cui reti da posta, reti a strascico, nasse e palangari, individuati a profondità comprese tra 8 e 40 metri. Le analisi scientifiche sugli attrezzi recuperati hanno permesso di identificare 89 specie appartenenti a 50 gruppi di organismi viventi classificati in base a caratteristiche comuni (taxa), con una predominanza di crostacei (30%), seguiti da alghe e organismi incrostanti. Questo dato testimonia il processo di progressiva colonizzazione biologica che interessa gli attrezzi dispersi nel tempo. Successi senza precedenti nelle attività di recupero degli attrezzi da pesca dispersi in mare e nella tutela degli habitat marini di maggiore pregio ecologico.

Emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici in Italia

Nel 2024 emissioni in calo del 30% dal 1990, meno inquinanti con l’efficienza energetica e rinnovabili Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Per il 2025 si prevede tuttavia un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione.  Sono alcuni dei dati elaborati da ISPRA nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e la Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Tutte le informazioni e i documenti correlati sono disponibili sul sito

Invisibile agli occhi, ma non alla scienza: il capodoglio pigmeo lascia la sua firma nel Mediterraneo

Svelato da tracce di DNA sospese nell’acqua La scoperta del progetto europeo LIFE-CONCEPUT MARIS, capitanato da ISPRA Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando la biologia marina; una scoperta inattesa riscrive le conoscenze sulla biodiversità del Mar Mediterraneo. Il cogia di De Blainville o, secondo la terminologia anglosassone, il “capodoglio pigmeo” (Kogia breviceps), finora ritenuto assente in queste acque, è stato identificato grazie all’analisi del DNA ambientale (eDNA), l'insieme di tutte le tracce genetiche che un organismo lascia dietro di sé nell'ambiente. Nessun avvistamento diretto, nessuna ripresa subacquea: la presenza di questo cetaceo elusivo è emersa attraverso le tracce genetiche rilasciate nell’ambiente marino e raccolte in semplici campioni d’acqua. Una tecnica innovativa che apre nuove prospettive per lo studio e il monitoraggio delle specie difficili da osservare e che conferma il potenziale dell’“investigazione molecolare” come strumento chiave per esplorare ecosistemi ancora poco conosciuti e aggiornare la distribuzione delle specie nel Mare Nostrum.

Nel 2025 risorse idriche in calo rispetto al 2024. ISPRA ne monitora e aggiorna l'evoluzione

I dati su precipitazioni e disponibilità idrica Nel 2025, le precipitazioni totali in Italia sono state pari a 963,4 mm (circa 291 miliardi di m³), in calo di circa il 9% rispetto al 2024 , un anno particolarmente piovoso. Il 2025 fa però segnare un lieve aumento del 2% rispetto alla precipitazione media annua del periodo 1991–2020, ultimo trentennio climatologico, che ammonta a circa 285 miliardi di m³. Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile , vale a dire la quantità di precipitazioni al netto della perdita per evapotraspirazione, stimata in circa 128 miliardi di m³, risulta in calo rispetto alle medie storiche , è stata inferiore di oltre il 7% rispetto alla media annua di lungo periodo (circa 138 miliardi di m³), del 4% rispetto alla media dell’ultimo trentennio climatologico e di circa il 19% rispetto al 2024. L’attuale aggiornamento del bilancio idrologico continua quindi a confermare la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi, riferita in particolare alla disponibilità di risorsa idrica rinnovabile a livello nazionale.

ISPRA presenta alla Camera la “Piattaforma per la sostenibilità della finanza e delle imprese”

Il nuovo strumento operativo sarà disponibile dopo l’estate 2026 e permetterà di calcolare con rigore scientifico inquinanti, impatti e rischi fisici ISPRA trasforma la finanza sostenibile da obbligo normativo a opportunità competitiva con la nuova “Piattaforma per la sostenibilità della finanza e delle imprese”. Basato sul documento tecnico del 2024 "La sfida ambientale per la finanza sostenibile", il nuovo strumento introduce indicatori chiave ambientali scientificamente validati che permettono a imprese, operatori finanziari e PMI di calcolare con rigore scientifico le emissioni dirette e indirette (gas serra e inquinanti), varie tipologie di impatti e rischi fisici. La piattaforma digitale, che sarà operativa e resa disponibile agli utenti dopo l'estate 2026, è stata presentata alla Camera nel corso del convegno “Sfide ambientali e competitività: gli strumenti ISPRA per imprese, finanza e mondo assicurativo”. L'evento è inserito nella Campagna di comunicazione “Facciamo Circolare”, organizzata da ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del MIMIT.