RemTech Expo è l’unico Hub Tecnologico Ambientale, internazionale e permanente, specializzato sui temi del risanamento, rigenerazione e sviluppo sostenibile dei territori. Si compone di dodici segmenti – REMTECH e REMTECH EUROPE bonifiche dei siti contaminati, COAST tutela delle coste, porti, sostenibilità, HYDROGEO rischi naturali (idrogeologico e sismico), dissesto, frane, CLIMETECH cambiamenti climatici, mitigazione, adattamento, INFRATECH monitoraggio e sicurezza di infrastrutture strategiche come ferrovie, ponti strade e dighe con particolare attenzione alla prevenzione del dissesto idrogeologico, inondazioni, frane, CIRCULARTECH economia circolare, tecnologie sostenibili e gestione dei rifiuti, RIGENERACITY rigenerazione urbana, CHEMTECH industria chimica innovativa e sostenibile e FIRE prevention-innovation-research, prevenzione e sicurezza antincendio del Patrimonio Culturale italiano, ENERGIA nuovi topics energetici come il solare, l’eolico, le rinnovabili offshore, il geotermico, l’idroelettrico, l’idrogeno, il nucleare – ed uno speciale segmento HUTTE dedicato ai temi della sostenibilità e del benessere integrale. ISPRA partecipa ai seguenti convegni Galleria fotografica
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Nell'ambito dell’edizione 2026 della Urban Nature , l’iniziativa promossa dal WWF per diffondere la conoscenza, il valore e la cura della natura in città, il Network Nazionale della Biodiversità di ISPRA, in collaborazione con l’Associazione Insieme per l’Aniene, propone per il 3 ottobre l’incontro tra esperti e cittadini presso la Riserva Naturale della Valle dell’Aniene. L’iniziativa prevede una camminata di circa tre ore alla scoperta della flora e della fauna dell’area protetta, con particolare attenzione alle caratteristiche degli ecosistemi presenti inclusa la vegetazione riparia lungo il corso del fiume Aniene.
Una legge che descrive il problema e delega la soluzione Adottata il 23 ottobre 2025, la direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza del suolo è il primo strumento vincolante dell'Unione dedicato esclusivamente al suolo. È anche il frutto di un compromesso: nessun obiettivo di ripristino, nessuna scadenza, nessuna neutralità del consumo. Restano indicatori armonizzati, una definizione di "suolo sano", un obbligo di rendicontazione. Tutto il resto è delegato agli Stati membri. Il baricentro si sposta così dal legislatore all'attuazione: dal 2026 al 2029, quando arriveranno i primi programmi nazionali. In quei quattro anni si deciderà se l'Europa avrà una politica del suolo o soltanto un raffinato apparato di sorveglianza del proprio degrado. Il convegno apre questo cantiere: governance multilivello, chi paga il ripristino, le soglie del "suolo sano", giustizia spaziale del consumo di suolo, saperi locali e standard europei, bonifiche industriali, impermeabilizzazione urbana.