L'8 giugno, nella Giornata mondiale degli oceani, celebriamo anche creature rarissime e sorprendenti come il polpo dumbo ( Insigniteuthis calypso). Sembra uscito dalla matita di un fumettista, ma vive negli abissi del Mediterraneo - in questo video si trova a circa 1.700 metri di profondità - ed è riconoscibile per le piccole pinne che ricordano le orecchie del celebre elefantino. È un cefalopode bentopelagico, lungo meno di 10 centimetri, osservato solo raramente nel Mediterraneo e fino a pochi anni fa conosciuto quasi esclusivamente attraverso catture accidentali. Grazie alle campagne di esplorazione dei fondali realizzate da ISPRA nell’ambito del progetto PNRR MER – Seamounts, è stato possibile documentare questa specie nel suo habitat naturale, ampliando le conoscenze sulla distribuzione e sulla biodiversità degli ecosistemi profondi del Mediterraneo.
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Conoscenza, formazione e innovazione: l’infrastruttura Geosciences IR al servizio della geologia italiana L’evoluzione delle Scienze della Terra e la gestione del territorio richiedono strumenti sempre più integrati, accessibili e orientati al futuro. L’infrastruttura GeoSciences IR risponde a questa esigenza: connettere la ricerca scientifica con le pratiche operative necessarie alla tutela e alla pianificazione del Paese. Grazie ai fondi del PNRR, abbiamo realizzato un ecosistema digitale cloud ad alto profilo scientifico. Non si tratta solo di una raccolta di dati, ma di un hub dinamico progettato per mettere a disposizione della comunità geologica risorse strategiche e competenze continuamente aggiornate.
La nuova Carta delle cavità sotterranee La città di Roma custodisce nel proprio sottosuolo un patrimonio straordinariamente complesso, frutto di una stratificazione naturale e antropica sviluppatasi nel corso di millenni. Cave antiche, catacombe, ipogei, cunicoli idraulici e numerose altre opere sotterranee costituiscono una componente strutturale della storia urbana della Capitale, ma rappresentano al tempo stesso un elemento di rilevante interesse per la conoscenza del territorio e per la prevenzione dei fenomeni di instabilità del suolo. In questo contesto si inserisce la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 , un importante aggiornamento del quadro conoscitivo sulla distribuzione dei vuoti sotterranei nel territorio urbano romano. La cartografia, frutto dell’integrazione di fonti scientifiche, archivi cartografici storici, database istituzionali, cartografie archeologiche e dati derivanti da indagini dirette, restituisce una visione d’insieme senza precedenti del patrimonio ipogeo cittadino.