A Iglesias la Scuola sui giacimenti minerari. Al centro competenze e materie prime
Dal 21 al 25 settembre a Monteponi lezioni di formazione e attività sul campo nei siti di Furtei e Silius
Ricostruire in Italia competenze scientifiche e tecniche nel settore minerario, dopo la progressiva perdita di professionalità che negli ultimi decenni ha interessato università, ricerca, scuole professionali e Pubblica Amministrazione. È questo uno degli obiettivi della seconda Scuola Estiva “Giacimenti Minerari”, in programma dal 21 al 25 settembre organizzata da ISPRA in collaborazione con la Società Geologica Italiana (SGI) e la Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), nella sede AUSI di Monteponi, a Iglesias, nell’ambito della Scuola ISPRA di Specializzazione in discipline ambientali.
Rafforzare la formazione è infatti un passaggio strategico per riuscire a rivalutare le potenzialità minerarie nazionali e ricostruire un “ecosistema minerario” basato su competenze scientifiche e tecniche, sostenibilità e gestione responsabile delle risorse, capace anche di favorire un dialogo consapevole e trasparente con le comunità dei territori interessati.
Il tema è centrale anche alla luce della forte dipendenza europea dai mercati esteri per l’approvvigionamento di risorse critiche. L’Unione Europea punta su economia circolare, estrazione sostenibile e partnership internazionali; per l’Italia la sfida è anche tornare a conoscere e valutare il proprio potenziale minerario attraverso moderne tecnologie di indagine.
La Scuola alternerà lezioni e attività sul campo nel sito ex minerario di Furtei e nella miniera di Silius, dove i partecipanti applicheranno metodologie e conoscenze sull’esplorazione e lo studio dei giacimenti. Professionisti con esperienze internazionali e rappresentanti dell’industria offriranno inoltre un confronto sui diversi ruoli del geologo e sulle problematiche del settore.
La scelta di Monteponi, sito del Parco Geominerario aderente alla Rete REMI coordinata da ISPRA, richiama anche il valore del patrimonio minerario storico come risorsa culturale e turistica. L’iniziativa vede la collaborazione di ISPRA, SGI e SIMP, il coinvolgimento di Università e CNR, il contributo essenziale di Regione Sardegna, IGEA, Consorzio AUSI, Comune di Iglesias, Mineraria Gerrei, Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, Associazione Mineraria Sarda e il supporto strategico di MASE e MiMIT.
Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “L’Italia deve rafforzare in maniera significativa la conoscenza del proprio sottosuolo e, per farlo, deve innanzitutto ricostruire le competenze. Questa Scuola nasce con un’ambizione precisa: contribuire a formare una nuova generazione di professionalità e creare un ecosistema minerario nazionale nel quale ricerca, istituzioni, università e imprese possano lavorare insieme. La Sardegna, con la sua straordinaria tradizione mineraria, è il luogo ideale da cui ripartire e trasformare un grande patrimonio di saperi e competenze in una prospettiva per il futuro. Disporre di un quadro aggiornato e affidabile delle risorse del sottosuolo, attraverso strumenti moderni e secondo criteri di sostenibilità e responsabilità ambientale, significa mettere l’Italia nelle condizioni di compiere scelte consapevoli in un settore sempre più strategico. La scienza deve fornire ai decisori pubblici dati solidi e indipendenti e per costruire un rapporto trasparente con i territori, perché sviluppo e tutela dell’ambiente possono e devono procedere insieme.”