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Affinare gli strumenti per la conservazione dei cetacei

Lo Species Distribution Modeling (SDM) è un potente strumento utilizzato dagli studiosi per identificare le aree fondamentali alla sopravvivenza delle specie nei loro ambienti naturali. Questo strumento è particolarmente importante quando si vogliono studiare e conservare specie come i cetacei, che si muovono a larga scala nel vasto ambiente marino difficile da monitorare con continuità in tutta la sua estensione.

Nell’ambito delle attività del Life CONCEPTU MARIS, ISPRA ha coordinato un lavoro di test dei più comuni strumenti di SDM disponibili per modellizzare le aree favorevoli per tre specie rare di cetacei: il grampo, il globicefalo e lo zifio.

I risultati mettono in luce le principali aree importanti per le specie nel Mediterraneo. Ne emerge l’importanza chiave in particolare del Mediterraneo occidentale, e la necessità di colmare la scarsità di dati in gran parte della porzione centrale e orientale del bacino.

Grazie alla messa a punto di questo strumento standard di indagine sarà possibile verificare nel tempo eventuali cambiamenti nella distribuzione e uso dell’habitat delle specie su cui adattare gli interventi di conservazione o mitigazione dei potenziali impatti.

L’articolo completo è disponibile su Aquatic Conservation, Marine and Freshwater Ecosystems:

Arcangeli A., Azzolin M., Babey L., David L., Garcia-Garin O., Moulin A., Rosso M., Scuderi A., Tepsich P., Vighi and Orasi A. (2024) Looking for reliable Species Distribution Models for low-density cetacean species: compared effectiveness of SDMs for G.griseus, G.melas, Z.cavirostris in the Mediterranean Sea based on long-term fixed-transect data. Aquatic Conservation: Marine and Freshwater Ecosystems. http://doi.org/10.1002/aqc.4115 

L’articolo può essere anche richiesto a: antonella.arcangeli@isprambiente.it, arianna.orasi@isprambiente.it

Maggiori informazioni:

Il quadro normativo dell'UE per la protezione della biodiversità marina e degli habitat richiede la valutazione dello stato di conservazione delle specie e l'identificazione dei loro habitat principali per progettare piani adeguati di conservazione e gestione. Tuttavia, l'identificazione delle aree di distribuzione e dell'uso dell'habitat delle specie pelagiche ad ampio aerale, come i cetacei, è estremamente difficile.

I modelli di distribuzione delle specie (SDM) vengono comunemente utilizzati nella pianificazione della conservazione per identificare le aree prioritarie per le specie. Tuttavia, la qualità dei SDM varia ampiamente a seconda della rappresentatività dei dati e dell'appropriatezza delle tecniche di modellizzazione.

Dal 2007, la Rete Fixed Line Transect Mediterranean monitoring Network (FLT Med Net) monitora continuamente i cetacei durante tutto l'anno nel bacino del Mediterraneo utilizzando i traghetti di linea come piattaforme di osservazione per effettuare rilevamenti ripetitivi lungo transetti transfrontalieri fissi.

Al fine di definire un approccio analitico standard, i dati raccolti dalla FLT Med Net sulle specie di cetacei mediterranei più rare (Grampus griseus, Globicephala melas, Ziphius cavirostris) sono stati utilizzati per valutare le prestazioni dei SDM più comunemente utilizzati, tra cui GLM, GAM, GAM-Negative Binomial, GAM tweedy, MaxEnt e Random Forest. I modelli sono stati costruiti e valutati utilizzando un totale di 296 avvistamenti della FLT Med Net e convalidati incrociando i dati con 145 punti da dati indipendenti.

In condizioni di test, quasi tutti i metodi hanno mostrato buone prestazioni, con Random Forest che è risultato il miglior modello in diversi casi. Tuttavia, quando valutati con il dataset indipendente, molti modelli hanno prodotto risultati inconsistenti o prestazioni notevolmente basse. Solo MaxEnt ha dimostrato efficienza e affidabilità consistenti in entrambi i casi, mostrando risultati meno influenzati da un campionamento non uniforme o da dimensioni del campione ridotte.

Credits: Maps Arcangeli et al., 2024 (http://doi.org/10.1002/aqc.4115); species drawings E.Mitrovic.

Credits: Maps Arcangeli et al., 2024 (http://doi.org/10.1002/aqc.4115); species drawings E.Mitrovic.