Quando un viaggiatore inconsapevole diventa specie esotica invasiva: il caso del Colubro ferro di cavallo alle Baleari
Le isole sono da sempre scrigni di biodiversità. L'isolamento geografico favorisce la presenza di specie uniche al mondo, evolutesi in contesti molto particolari e con pressioni ecologiche differenti dalle specie continentali. Tuttavia, questa stessa unicità rende gli ecosistemi insulari incredibilmente fragili di fronte a minacce esterne. L’Arcipelago delle Baleari, e in particolare le Isole Pitiuse (Ibiza e Formentera), stanno affrontando una crisi ecologica senza precedenti a causa di un ospite inatteso e vorace: il Colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis).
Storia di un'invasione silenziosa: dai giardini di lusso alla conquista del territorio
Il Colubro ferro di cavallo, così chiamato per il caratteristico disegno sul capo, è un serpente non velenoso, nativo del Nord Africa (Marocco, Algeria e Tunisia) e della penisola iberica centro meridionale e orientale. La specie è presente anche in Sardegna e a Pantelleria (Sicilia), ma l’origine delle popolazioni italiane è ancora incerta e potrebbe essere dovuta ad antiche introduzioni. Fino all'inizio del ventunesimo secolo, le isole di Ibiza e Formentera erano completamente prive di serpenti, un fattore che aveva permesso alla fauna locale di prosperare indisturbata per millenni.
Tutto è cambiato intorno al 2003. L'introduzione accidentale della specie è legata a una moda botanica ed estetica: l'importazione di ulivi secolari e monumentali dal continente spagnolo per decorare i giardini delle lussuose ville di Ibiza [1]. Nascosti all'interno dei tronchi cavi di queste piante, diversi esemplari di H. hippocrepis (insieme ad altre specie di serpenti) hanno superato i controlli doganali, trovando sull'isola un habitat ideale.
Se nel 2010 il colubro occupava meno del 5% del territorio di Ibiza, nel giro di quindici anni la sua presenza è esplosa in modo esponenziale. Oggi si stima che il rettile abbia colonizzato oltre il 90% dell'isola [2]. Ma c’è un altro dettaglio da considerare emerso da recenti ricerche: questo serpente si è rivelato un eccellente nuotatore. Monitoraggi sul campo hanno documentato esemplari che attraversavano nuotando tratti di mare aperto lunghi oltre 500 metri, colonizzando gli isolotti satelliti circostanti (come l'isolotto di Santa Eulària e s'Ora) e raggiungendo la vicina isola di Formentera [3].
Il collasso della biodiversità: l'estinzione della lucertola di Ibiza
L'impatto ecologico di questo invasore è drammatico. Il Colubro ferro di cavallo ha trovato nelle Baleari una tavola imbandita: disponibilità di habitat favorevole e nessun predatore naturale in grado di contrastarlo [2].
Dieta del Colubro ferro di cavallo nel Nord del Marocco. Il colubro è un predatore opportunista e la sua dieta varia in relazione alla disponibilità delle prede nonché in relazione alle dimensioni dell’esemplare (maggior consumo di rettili e minore consumo di mammiferi negli individui < 60cm) e al sesso (i maschi mangiano mammiferi di maggiori dimensioni).
La vittima principale del Colubro è la Lucertola delle Pitiuse (Podarcis pityusensis). Si tratta di una specie endemica che vive esclusivamente sulle isole di Ibiza, Formentera e alcuni isolotti minori nelle vicinanze, con diverse sottospecie. Dato il particolare areale di distribuzione frammentato in tante isole separate ed essendosi la specie evoluta per millenni in assenza di serpenti predatori, questa non ha sviluppato comportamenti di fuga o strategie antipredatorie efficaci contro i rettili.
I dati scientifici evidenziano che la Lucertola delle Pitiuse costituisce oltre il 50% della dieta del Colubro nelle isole [4]. L'impatto è stato fulmineo:
- nelle aree in cui il serpente si è stabilito da più tempo, le popolazioni di lucertola sono letteralmente collassate, arrivando all'estinzione locale in meno di tre anni dall'arrivo del predatore [2];
- su diversi isolotti minori, dove sono presenti linee evolutive geneticamente uniche di lucertole, l'arrivo dei colubri nuotatori ha portato alla totale scomparsa di questi sauri nel giro di pochi mesi [3].
A causa degli effetti disastrosi dovuti all’introduzione del Colubro, nel 2022 l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha aggiornato lo status di conservazione della Lucertola delle Pitiuse inserendola ufficialmente nella categoria "In pericolo" (Endangered) della Lista Rossa.
Ma la questione è più complicata. Se nelle Baleari, la specie è alloctona, e quindi oggetto di interventi di eradicazione e contenimento (più di 16.000 serpenti invasori sono stati catturati e soppressi e dal 2023 vengono eseguiti anche ispezioni nei porti e controlli nei vivai), nel suo areale di distribuzione naturale europeo (la penisola iberica) il Colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis) è una specie protetta dalla normativa comunitaria, inserita nell'Allegato IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE) [1, 2] che prevede un regime di protezione rigorosa. Risultato: in Spagna, la specie è nativa e alloctona allo stesso tempo.
Non solo natura: l'impatto sul turismo e l'identità culturale
Le Baleari, e in particolare Ibiza e Formentera, basano gran parte del proprio prodotto interno lordo sul turismo internazionale. La diffusione del Colubro ferro di cavallo sta iniziando a minacciare anche questo settore-chiave, agendo su due fronti:
- La percezione psicologica dei visitatori: sebbene il Colubro sia innocuo per l'uomo (non è velenoso e morde solo se messo alle strette), la presenza di serpenti di grandi dimensioni — che nelle Baleari, complice l'abbondanza di cibo, possono superare i 2 metri di lunghezza [2] — spaventa turisti e residenti. Gli avvistamenti ravvicinati sulle spiagge, nei giardini degli hotel e persino in acqua mentre nuotano trovano grande eco sui social media e generano allarme sociale, rischiando di incrinare l'immagine delle isole come paradisi naturali “incontaminati e sicuri”.
- Il danno all'identità culturale e al merchandising: la Lucertola delle Pitiuse non è solo un unicum ecologico, ma un vero e proprio simbolo culturale. La sua silhouette colorata campeggia su magliette, souvenir, loghi commerciali e materiale promozionale dell'isola. La progressiva scomparsa di questo animale simbolo rappresenta una perdita d'identità inestimabile non solo per la biodiversità delle Isole, ma anche per le comunità locali, che assistono alla sostituzione del loro emblema naturale con una specie esotica invasiva.
Una minaccia globale: il ruolo di ISPRA nella tutela del territorio italiano
Il caso delle Baleari non è isolato. Le specie esotiche invasive rappresentano oggi, a livello globale, una delle principali cause di perdita di biodiversità, seconde solo alla distruzione degli habitat. Esse alterano gli ecosistemi, causano l'estinzione di specie autoctone, danneggiano le attività economiche (come agricoltura e pesca) e possono veicolare malattie pericolose per l'uomo.
In Italia, la ricchezza di biodiversità e lo sviluppo costiero ci rendono particolarmente vulnerabili a questo fenomeno. In questo scenario, l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riveste un ruolo scientifico e istituzionale di primo piano.
Le attività strategiche di ISPRA per il contrasto alle specie aliene:
- Supporto Tecnico-Scientifico al Ministero (MASE) e alle amministrazioni regionali: ISPRA supporta il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nell'attuazione del Regolamento Europeo 1143/2014 sulle specie esotiche invasive e delle norme nazionali correlate, tramite la redazione di piani di gestione, di linee guida di monitoraggio e valutazioni tecniche dei rischi associati all’immissione in natura delle specie aliene. ISPRA fornisce inoltre costante supporto tecnico-scientifico alle amministrazioni pubbliche responsabili delle azioni di contrasto alle specie aliene.
- Monitoraggio e Sorveglianza: L'Istituto coordina e aggiorna la banca dati nazionale delle specie alloctone (DB-Dias), monitorando costantemente l'arrivo e la diffusione di nuovi invasori (come il granchio blu, il calabrone asiatico o la formica di fuoco) e gli impatti sul suolo italiano.
- Divulgazione e Progetti LIFE: ISPRA mantiene un sito web specifico (www.specieinvasive.isprambiente.it) interamente dedicato alla problematica con un particolare focus sulle specie aliene di rilevanza unionale ma non solo. è stata inoltre capofila di numerosi progetti europei dedicati alle specie aliene, tra cui LIFE ASAP (Alien Species Awareness Program; www.lifeasap.it), progetto volto ad aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla grave minaccia rappresentata dalle specie aliene invasive ed informare i cittadini, i professionisti dei settori commerciali e le amministrazioni pubbliche sull'importanza di prevenire l'introduzione di specie aliene. La prevenzione, come dimostra il caso degli ulivi alle Baleari, è l'arma più efficace ed economica di cui disponiamo.
La vicenda del colubro ferro di cavallo alle Baleari ci ricorda che la globalizzazione del commercio richiede misure di biosicurezza sempre più attente e coordinate e adeguate campagne di informazione pubblica. Lo spostamento, causato dalle attività umane, delle specie animali e vegetali fuori dal loro areale di origine è particolarmente pericoloso per la conservazione della natura: le specie esotiche invasive ad oggi costituiscono una delle principali minacce per la biodiversità in tutto il mondo.
Per approfondire
https://www.specieinvasive.isprambiente.it/
Pubblicazioni realizzata nell’ambito del progetto LIFE15 GIE/IT/001039“Alien Species Awareness Program” (ASAP):
Animali da compagnia e specie aliene invasive: codice di condotta europeo.
Florovivaismo, verde ornamentale e specie esotiche invasive in Italia: Codice di condotta.
Dai balconi ai parchi urbani: buone pratiche per un giardinaggio consapevole.
IPBES (2023). Thematic Assessment Report on Invasive Alien Species and their Control of the Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services. Roy, H. E., Pauchard, A., Stoett, P., and Renard Truong, T. (eds.). IPBES secretariat, Bonn, Germany.
Note e Riferimenti Scientifici
[1] Silva-Rocha, I., Salvi, D., Harris, D. J., Carretero, M. A., & Sillero, N. (2015). Snakes on the Balearic Islands: An Invasion Tale with Implications for Native Biodiversity Conservation. PLoS ONE, 10(4), e0121026.
(Questo studio analizza, tramite marcatori molecolari, l'origine genetica delle specie di serpenti introdotte nelle Baleari, confermando l'introduzione tramite l'importazione di ulivi ornamentali).
[2] Montes, E., Ayllón, E., Sola, J., & Pinya, S. (2022). Collapse of the endemic lizard Podarcis pityusensis on the island of Ibiza mediated by an invasive snake. Biological Invasions, 24, 2549–2563.
(La ricerca quantifica l'espansione spaziale del colubro su Ibiza e documenta il drammatico e rapido declino delle popolazioni di lucertola di Ibiza nelle aree invase).
[3] Lapiedra, O., Vez-Garzón, A., et al. (2026). Swimming snakes wipe out endemic lizards from Mediterranean islets. Proceedings of the Royal Society B / PMC13096984.
(Lavoro scientifico innovativo che documenta per la prima volta la capacità del colubro ferro di cavallo di nuotare in mare aperto per colonizzare gli isolotti minori, causando estinzioni repentine di popolazioni isolate di lucertole).
[4] Hinckley, A., Montes, E., Ayllón, E., & Pinya, S. (2017). Diet of the invasive horseshoe whip snake Hemorrhois hippocrepis in Ibiza. Herpetological Journal, 27, 275-281.
(Studio incentrato sull'ecologia trofica del colubro a Ibiza, evidenziando come la lucertola endemica rappresenti oltre la metà del volume complessivo delle sue prede).

Foto GailHamshire Creative Commons Share Alike
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