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La patella più grande del Mediterraneo ha un problema

La conchiglia della Patella ferruginea, può arrivare a superare i 10 cm di diametro. E’ un mollusco gasteropode, endemico del Mediterraneo occidentale, a rischio di estinzione

Quanti di noi, durante le vacanze estive, si sono imbattuti nelle patelle che vivono sugli scogli del Mediterraneo? Tra questi molluschi gasteropodi che appartengono alla famiglia Patellidae è presente anche una specie rara, dalle dimensioni ragguardevoli e in pericolo di estinzione: la Patella ferruginea. La sua conchiglia, infatti, può raggiungere i 10 cm di diametro con colorazioni che virano dal marrone al ruggine, da cui il nome scientifico.

Il consumo di questa specie da parte dell’uomo sin dai tempi antichi è documentato dalla consistente presenza di Patella ferruginea nei depositi di conchiglie dal Paleolitico al Neolitico del bacino Mediterraneo occidentale. 

Un tempo largamente diffusa in tutto il Mediterraneo, la sua presenza, ad oggi, è circoscritta a poche aree, con popolazioni numericamente esigue tanto da essere considerata una delle specie di invertebrati marini ad alto rischio di estinzione e per questo motivo protetta della Direttiva Habitat. In Italia ne è stata accertata la presenza lungo le coste della Sardegna, della Liguria, della Basilicata e della Toscana e in alcuni siti insulari (Isole Egadi, Arcipelago toscano, Pantelleria).

Distribuzione Patella ferruginea dal IV report direttiva habitat

Ecologia della specie

Come altri abitanti dell’ambiente intertidale, ovvero la fascia litorale posta tra il limite superiore e inferiore della marea, la Patella ferruginea si è adattata a vivere in questo ambiente difficile, contrastando l’intensità del moto ondoso grazie ad un tenace ancoraggio alla roccia e trattenendo l’acqua sotto il mantello al fine di evitare l’essicamento durante la bassa marea. Per aderire meglio al substrato l’animale produce anche una particolare sostanza vischiosa.

La robustezza della sua conchiglia e la forza di adesione del piede, conferita anche dalla produzione di questa sostanza, contribuiscono anche a proteggere la specie da molti predatori, come alcuni granchi ed altri gasteropodi.

È un organismo erbivoro e si nutre “brucando” la patina batterica ed algale che trova sugli scogli raschiandone la superficie.

Secondo uno studio recente le patelle detengono un primato nel regno animale, essendo provviste di “denti” costituiti dal bio-materiale più resistente in natura.

Gli adulti, generalmente molto sedentari, compiono brevi spostamenti per nutrirsi, operazione condotta preferibilmente di notte e durante l'alta marea. Terminata la fase di alimentazione, gli esemplari sono soliti tornare ad occupare la posizione di partenza; singolare è, a seguito di tale comportamento, l’”impronta” lasciata dall’individuo sulla roccia, costituita da un anello di alghe calcaree cresciute tra il piede e il bordo della conchiglia.

Foto Arpal CC BY-SA

Nascere maschio e diventare femmina 

La Patella ferruginea è una specie proterandrica, ovvero ha la caratteristica di cambiare sesso durante la sua esistenza. Tutti gli individui nascono maschi e dopo circa 3 anni e il raggiungimento di una taglia di 4-5 cm generalmente cambiano sesso e diventano femmine. Tale caratteristica rende questa specie particolarmente vulnerabile al prelievo: sono infatti gli individui di maggiori dimensioni, per la maggior parte femmine, ad essere oggetto preferenziale di cattura e ciò limita drasticamente la capacità riproduttiva della specie. La cattura degli esemplari di maggiori dimensioni può avere conseguenze ancora più nefaste, se si pensa che è abitudine diffusa tra gli individui giovani quella di soggiornare sulla conchiglia degli individui adulti.

La riproduzione ha luogo una volta all’anno, soprattutto durante l’autunno. Dalla schiusa delle uova originano larve planctoniche che, dopo pochi giorni di vita libera, si attaccano al substrato trasformandosi in piccole patelle. 

Fattori di minaccia 

La maggiore minaccia per la sopravvivenza della specie è rappresentata dal prelievo volontario da parte dell’uomo, sia a scopi alimentari che per l’utilizzo come esca per la pesca ricreativa. La relativa facilità di raccolta rende infatti le patelle un target particolarmente gradito per coloro che praticano la pesca da terra con canne o lenza.

Anche l’inquinamento superficiale, in particolare quello connesso alla presenza di idrocarburi, esercita una influenza negativa sullo stato di salute di questa specie.

Foto: ISPRA L. Tunesi

Azioni di conservazione/monitoraggio 

Uno dei progetti di conservazione di maggiore rilievo negli ultimi anni è il Progetto Relife, finalizzato allo studio e reintroduzione di Patella ferruginea nelle tre aree marine protette liguri (AMP) di Portofino, Bergeggi e Cinque terre, mediante produzione di individui giovanili utilizzando tecniche di riproduzione controllata partendo da esemplari prelevati nellAMP di Tavolara.

Nell’ultimo biennio, l’ISPRA ha coordinato un progetto di monitoraggio su questa specie, condotto a scala nazionale grazie al coinvolgimento delle Agenzie Regionali per l’Ambiente e applicando protocolli sperimentali standardizzati. 

Vuoi sapere altre informazioni sulla Patella ferruginea, sull’ habitat dove vive e sulla diffusione geografica della specie in Italia? Cercalo sul sito Reporting direttiva habitat.

 

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