Con un fronte lungo 4 chilometri e un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona, la frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia lo scorso 25 gennaio, sta interessando il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10. L’abitato di Niscemi sorge su un pianoro delimitato, in prossimità e a margine dell’abitato, da una scarpata. I terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria, poggianti su argille. La zona di Sante Croci è già stata colpita il 12 ottobre 1997 da una frana di vaste proporzioni. Il comune di Niscemi è storicamente interessato da dissesti franosi, così come riportato dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), che contiene ad oggi oltre 684.000 frane sul territorio nazionale. I geologi della Regione Siciliana - Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia - sono impegnati nei sopralluoghi per procedere alla mappatura della frana di Niscemi, per l’aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).
Notizie
Il Rapporto riporta e sistematizza gli esiti dell’attività di ricognizione e di costruzione dell’attuale stato dell’arte sull’implementazione delle Reti Ecologiche negli strumenti e norme pianificatorie delle Regioni e delle Province Autonome italiane. Tale ricognizione rappresenta il primo risultato dell’attività intrapresa da ISPRA, con il supporto di un ampio gruppo portatori di interesse a livello nazionale, sul tema delle Reti Ecologiche in attuazione all’obiettivo 3 della Strategia Nazionale della Biodiversità 2030. A più di vent’anni dalla pubblicazione delle Linee Guida APAT del 2003 Gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale , ISPRA ha, infatti, avviato la necessaria attività di aggiornamento del documento per l’implementazione della connettività ecologica territoriale, non solo alla luce dell’evoluzione del quadro strategico e normativo di riferimento, ma anche in considerazione di nuove sfide globali, in primis i cambiamenti climatici, e di nuovi approcci all’identificazione e all’implementazione delle RE.
La Giornata Mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day), il 2 febbraio , celebra la firma avvenuta nel 1971 della Convenzione internazionale di Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale, e ha come obiettivo sensibilizzare il mondo sulla grande importanza delle zone umide per le persone e per il nostro pianeta. La Convenzione di Ramsar definisce zone umide “le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri”. La Convenzione è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questi particolari ecosistemi che, oltre ad accogliere e conservare una ricca diversità biologica di piante, uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati, garantiscono ingenti risorse di acqua e cibo e svolgono una funzione fondamentale di mitigazione dai cambiamenti climatici. Il tema di quest'anno è "Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale". La Giornata mondiale del 2026 vuole sottolineare il ruolo senza tempo delle conoscenze tradizionali nel sostenere gli ecosistemi delle zone umide e preservare l'identità culturale.
"Capitale naturale. L’economia dell’ape” è il titolo della quarta puntata del podcast Tandem - Alla scoperta dell’Italia Circolare Edo e Marti pedalano dall'Adriatico alle montagne d'Abruzzo per capire cosa lega la finanza alla biodiversità. Da Pescara a Penne, fino a Scanno, il viaggio li porta a incontrare ricercatori, esperti e chi, come gli apicoltori, vive ogni giorno accanto agli impollinatori che sostengono la nostra economia senza chiedere nulla in cambio. Un percorso che rivela quanto sia fragile e preziosa la nostra biodiversità e quanto ognuno di noi possa fare la differenza.
A cento anni dalla pubblicazione della “Descrizione Geologica dell’Umbria” da parte di Bernardino Lotti, il convegno “Lotti 2026: cento anni di ricerche geologiche in Umbria”, che si terrà a Spoleto dal 18 al 20 febbraio 2026, si propone di ricostruire l’evoluzione delle conoscenze geologiche sulla regione umbro-marchigiana e sottolineare gli sviluppi più recenti e i problemi che richiedono ulteriori approfondimenti. L’Umbria, infatti, è stata e rimane una palestra di geologia, e da qui sono partite ricerche che hanno sviluppato temi di interesse generale, anche a scala globale.
Il Valdarno Superiore, area che comprende territori ricadenti in quindici comuni tra le province di Arezzo e di Firenze, ha visto negli ultimi 20 anni un consumo importante del suolo, sia in forma permanente che reversibile. Il workshop sarà l'occasione per discutere del consumo di suolo, dei recenti eventi alluvionali che caratterizzano i cambiamenti climatici in atto e dei progetti di recupero del territorio.
L'incontro sarà un’occasione di confronto tra esperienze europee e italiane, con l’obiettivo di promuovere uno scambio di buone pratiche e riflessioni critiche sulle sfide operative e conoscitive che attendono i prossimi anni. La mattinata sarà articolata in due sessioni. Nella prima sessione l’incontro ospiterà (online) alcuni relatori di diversi paesi europei, per condividere il loro approccio e le loro strategie nella redazione del Piano nazionale di ripristino. Il dibattito si incentrerà sul modo in cui ogni paese sta affrontando le sfide – quali ad esempio quelle di stabilire obiettivi misurabili, integrare gli obiettivi in materia di biodiversità e cambiamenti climatici, garantire una governance effettiva e il coinvolgimento degli stakeholders. La prospettiva comparatistica aiuterà a mettere in evidenza la diversità tra I contesti nazionali e tra la visione europea sottesa al Regolamento sul ripristino. La seconda sessione sarà dedicata alla situazione italiana. Interverranno persone coinvolte con la preparazione del Piano Nazionale di Ripristino italiano per discutere le criticità e le opportunità del processo in corso.
Dalla Valle del Mezzano alla Valle Falce: scenari futuri di progettazione Il 2 febbraio, in occasione della Giornata mondiale delle zone umide (World Wetlands Day), si terrà a Comacchio il convegno " Le Terre di Mezzo. Dalla Valle del Mezzano alla Valle Falce: scenari futuri di progettazione". L'incontro costituisce l'avvio di un processo costruttivo di confronto tra enti competenti nella gestione di vari aspetti del territorio, esperti e portatori di interesse che continuerà nei prossimi mesi e anni.
ISPRA ha iniziato le attività di campo dal golfo di Castellammare dove è stato condotto il monitoraggio dei rifiuti spiaggiati, in accordo con i protocolli della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina. Più di 800 i rifiuti catalogati e raccolti in 100 m di spiaggia. La prossima attività in questa area in primavera. Il Progetto di Ricerca REVIVE mira a definire misure efficaci di intervento, nell’area transfrontaliera italo-maltese, volte a conservare la biodiversità e ripristinare habitat prioritari anche in siti della Rete Natura 2000. Il progetto prevede: la valutazione dello stato degli habitat di interesse (reef a vermeti, praterie di fanerogame), con un focus sul ruolo della presenza di Specie Aliene Invasive e dei rifiuti marini, interventi di ripristino passivi e attivi basati sull’utilizzo di substrati o strutture artificiali che possano favorire il recupero degli habitat e il monitoraggio dell’efficacia di questi interventi. Tale monitoraggio verrà condotto integrando le metodologie tradizionali (come visual census e grattaggi) con metodi innovativi di recente applicazione, quali l’eDNA metabarcoding. Inoltre verrà valutato il ruolo dei rifiuti marini galleggianti nel trasporto delle Specie Aliene Invasive nelle aree di studio.
Si terrà il 27 gennaio a Bruxelles il workshop "TAIEX-EIR multi-country Flagship workshop on the Soil Monitoring Law" organizzato dalla Commissione europea sulla direttiva sul monitoraggio del suolo. Michele Munafò, Responsabile del Servizio per il sistema informativo nazionale ambientale dell'ISPRA, parteciperà all'incontro con un l'intervento " From land take monitoring to land take mitigation ". Programma
Andiamo alla scoperta dei Green Jobs è il tema al centro della terza puntata di Tandem - Alla scoperta dell’Italia Circolare , la serie podcast che racconta come sostenibilità e bellezza possano crescere insieme grazie all’economia circolare. Da Milano a Torino, Edo e Marti esplorano come la sostenibilità stia già cambiando il mondo del lavoro. Nel capoluogo lombardo incontrano chi ripensa il design in chiave ecologica, mentre tra le cascine del Novarese scoprono un'agricoltura capace di rigenerare la terra anziché consumarla. A Torino, nei corridoi di un Istituto Superiore, emergono nuove domande: quali competenze serviranno domani? E come ci si prepara davvero al futuro?
Si terrà il prossimo 25 febbraio a Venezia presso l'Università Iuav il convegno "Territorializzare il PNRR", alla giornata di studi parteciperà Michele Munafò, Responsabile del Servizio per il sistema informativo nazionale ambientale dell'ISPRA.
In occasione della Giornata Mondiale delle zone umide , istituita dall’ONU nel 1997, il prossimo 2 febbraio l’Italia celebrerà un doppio appuntamento di grande rilevanza ambientale e culturale: la Giornata Mondiale delle Zone Umide e il 50° anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Ramsar sulle Zone Umide di Importanza Internazionale, firmata a Ramsar, in Iran, nel 1971. Il tema scelto per la Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026, “Zone Umide e Conoscenze Tradizionali: celebrare il patrimonio culturale”, intende valorizzare il contributo delle comunità e dei saperi tradizionali nelle pratiche di gestione sostenibile e nel ripristino degli ecosistemi. Un approccio integrato che unisce scienza, cultura e territorio, essenziale per contrastare il declino globale delle zone umide e rafforzare la resilienza dei sistemi naturali.
Nell’ambito dei lavori di realizzazione della Carta della Natura d’Italia, è disponibile sul sito ISPRA l’aggiornamento della carta degli habitat e le relative valutazioni ecologico ambientali per la regione Umbria . I prodotti sono stati realizzati da ISPRA in seguito alla revisione metodologica e della Legenda. La carta aggiornata comprende 111 tipologie di habitat differenti e 48.534 ecotopi. La cartografia può essere visualizzata sul Geoportale ISPRA o richiesta gratuitamente in formato shapefile attraverso l’apposito modulo online .
Dal 2 al 6 febbraio 2026 si svolgerà a Ginevra, presso l’International Conference Centre (CICG), la prima sessione della Plenaria dell’ Intergovernmental Science‑Policy Panel on Chemicals, Waste and Pollution (ISP‑CWP) , il nuovo organismo scientifico‑intergovernativo istituito dalle Nazioni Unite, relativo alla gestione delle sostanze chimiche, dei rifiuti e alla prevenzione dell'inquinamento, dedicato a rafforzare l’interfaccia tra scienza e politica in questo ambito.
Dieci anni di dati, una rete nazionale, uno sguardo al futuro Si è tenuto a Teramo, il 20 e 21 gennaio, un incontro dedicato al Descrittore 10 – "Rifiuti marini: Le proprietà e le quantità di rifiuti marini non provocano danni all’ambiente costiero e marino" della Strategia marina . Un confronto sui rifiuti marini ingeriti da Caretta caretta e sugli impatti antropici , incluse le interazioni con la pesca , in attuazione della Direttiva quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino al quale ha preso parte ISPRA e la Rete nazionale – IIZZSS , CNR , Stazione Zoologica Anton Dohrn , Università di Padova , Università Politecnica delle Marche.
"Ricerca, esperienze, buone pratiche. I parchi nazionali e il lupo in Italia" WOLFNExT è un network di Parchi Nazionali che guarda al futuro del Lupo in Italia alla luce dei significativi cambiamenti ecologici che hanno guidato l’espansione della specie in aree nelle quali era scomparso da decenni, che ne determinano spesso interfacce nuove e che richiedono adeguate e sempre più avanzate capacità operative e, non da ultimo, che suggeriscono soluzioni adattative e comunicazioni efficaci con i diversi portatori d’interesse.
Il settore delle costruzioni riveste un ruolo strategico per lo sviluppo economico del Paese, ma presenta, al contempo, ampi margini di miglioramento in relazione ai propri impatti ambientali, in particolare nella gestione dei cantieri. In questo contesto, il Regolamento EMAS rappresenta uno strumento volontario di gestione ambientale in grado di supportare le organizzazioni nel miglioramento continuo delle proprie prestazioni e nell’integrazione dei principi dell’economia circolare nei propri modelli di business.
Nel percorso verso la neutralità climatica, la riduzione delle emissioni di CO 2 rappresenta una sfida cruciale, in particolare per i settori industriali ad alta intensità emissiva. Accanto alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, le tecnologie di Carbon Capture and Storage (CCS) e di Carbon Capture, Utilisation and Storage (CCUS) sono oggi riconosciute come strumenti necessari per il raggiungimento degli obiettivi climatici nel medio e lungo termine. In questo quadro, il sequestro mineralogico della CO 2 (Carbon Mineral Storage) emerge come una soluzione particolarmente promettente per uno stoccaggio permanente e sicuro del carbonio. La maturazione di queste tecnologie richiede tuttavia un avanzamento scientifico integrato lungo l’intera filiera, dalla cattura al trasporto e utilizzo della CO 2 , fino alle soluzioni di stoccaggio geologico e mineralogico, insieme a un adeguato quadro normativo e a un dialogo strutturato tra ricerca, istituzioni e industria.
Istituzioni, Ricerca e Imprese a confronto sulle materie prime critiche Rilevanza (relevance), rigenerazione (regeneration), riciclo (recycling) Saranno queste nuove parole d'ordine a ispirare la governance delle materie prime critiche e strategiche, in filiere globali fortemente segnate da trasformazioni tecnologiche, energetiche e industriali? E come coniugarle con importazioni e attività estrattive sul territorio nazionale?
Il 31 gennaio 2026 si terrà in Valle Camonica (Lombardia) l’evento di lancio del progetto MEET-FUNGI , coordinato da Federparchi, con il contributo di Fondazione Cariplo, che vede ISPRA tra i partner insieme a MicoCosmo e alla Comunità Montana di Valle Camonica. A partire dall’evento di lancio prenderà avvio un articolato programma di iniziative divulgative e formative che si svilupperanno nel corso del 2026, comprendendo escursioni micologiche, laboratori e attività di sensibilizzazione, aperte al pubblico e rivolte a un’ampia platea di destinatari.
Il ritorno delle miniere: nuove tecniche estrattive sostenibili e una memoria da mantenere viva nella seconda puntata di Tandem - Alla scoperta dell’Italia Circolare , la serie podcast che racconta come sostenibilità e bellezza possano crescere insieme grazie all’economia circolare. Sotto il Monte Amiata si nasconde una delle aree geotermiche più ricche d'Europa: un luogo dove la terra custodisce energie e materiali che potrebbero influenzare il nostro futuro. Dalle pendici del monte, Edo e Marti percorrono antiche vie minerarie fino a imbarcarsi per l'Elba, alla scoperta di un passato da custodire Tandem dà voce all’impegno di ISPRA e Ministero delle Imprese e del Made in Italy che con la campagna Facciamo Circolare promuovono un modello di sviluppo più sostenibile, dove ogni scelta quotidiana può fare la differenza.
Richiesta dati rifiuti speciali , dati relativi all’anno 2024, da compilare a cura di ARPA/APPA, ORR, OPR, Regioni, Province o Enti/Soggetti incaricati alla raccolta dei dati in materia di rifiuti speciali.
Ci ha lasciato il 13 gennaio 2026 Pietro Massimiliano Bianco, per tutti Max. Max era un botanico appassionato, amante delle attività in campo, intollerante verso ogni forma di attacco all’ambiente e alla biodiversità da parte dell’uomo. Difendeva la causa ambientale in modo diretto e senza compromessi. Alcuni di noi l’hanno conosciuto ai tempi dell’università, quando svolgeva le sue attività nel laboratorio del Prof Sandro Pignatti e l’hanno poi ritrovato in ISPRA, dove era entrato nel 2005. Ha lavorato da subito nel team di Carta della Natura, ma si è poi aperto con grande disponibilità a collaborare in ogni contesto in cui poteva far valere le sue competenze e difendere le istanze della conservazione della natura.
Pubblicato il IV Rapporto ISPRA “ Stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: quarto rapporto sui dati regionali ” Il 46% dei Comuni d’Italia, pari a 3.619 Comuni, è interessato da almeno un procedimento di bonifica in corso al I gennaio 2024; Il 70% dei procedimenti di bonifica regionali si è concluso senza necessità di intervento di bonifica e/o di messa in sicurezza; ogni anno vengono attivati sul territorio nazionale in media 1.190 nuovi procedimenti di bonifica. E’ quanto emerge dal IV Rapporto sulle bonifiche dei siti regionali pubblicato da ISPRA, che illustra e analizza i dati relativi ai procedimenti di bonifica aggiornati al I gennaio 2024 sulla base dei dati trasmessi da SNPA, dalle Regioni e dalle Province Autonome per il popolamento 2024 di MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica. Le elaborazioni riguardano 16.365 procedimenti di bonifica in corso e 22.191 procedimenti di bonifica conclusi.
Coordinato per l’Italia da ISPRA, il progetto di Wetlands International promuove il conteggio degli uccelli acquatici intorno alla metà di gennaio in tutto il territorio europeo Dal 6 al 25 gennaio 2026 si sono svolti , in più di 2000 zone umide italiane, i censimenti degli uccelli acquatici svernanti nell’ambito del progetto International Waterbird Census (IWC). Il progetto è coordinato da ISPRA, si avvale di una rete di oltre 500 rilevatori esperti e circa 1500 collaboratori, distribuiti in tutto il Paese. Con oltre 30 anni di attività continuativa sull’intero territorio nazionale i censimenti IWC sono uno dei più longevi progetti di studio italiani, sicuramente il primo per capillarità e regolarità della copertura a livello geografico. Il 2026 è l’anno in cui si festeggia il 60° anniversario dei censimenti IWC.
Analisi su oltre ottocento campioni di pelo raccolti nell’area del Parco Nazionale Lazio Abruzzo e Molise per stimare la dimensione della popolazione Si è conclusa con successo la prima fase di monitoraggio genetico dell’Orso bruno marsicano, per stimare con la migliore precisione possibile la dimensione della popolazione di uno dei mammiferi più rari d’Europa. L'attività ha avuto luogo nell'areale di distribuzione centrale della specie, che ricade principalmente nell'area del PNALM e nella sua zona contigua, ma anche in tutte le zone periferiche di espansione, comprendenti il Parco Nazionale della Maiella, il massiccio del Sirente-Velino, quello dei Simbruini-Ernici e i monti del Cicolano, e ha portato alla raccolta di 854 campioni di pelo, che saranno ora analizzati da laboratori specializzati.
Il calendario 2026 del Network Nazionale della Biodiversità è illustrato con i disegni e le foto realizzati nell’ambito di attività educative e di Citizen Scienze promosse dal Network: Progetto ISPRA per gli istituti scolastici: “L’iconografia botanica come strumento di conoscenza e di sensibilizzazione ambientale”. Progetto “ Biodiversità in posa ”, iniziativa di Citizen Science per segnalare la presenza di specie, flora e fauna, del territorio nazionale. Scarica il calendario in formato pdf
Dati che fanno la differenza: sinergie e protocolli standard di monitoraggio per la gestione delle aree protette Il rapido declino della biodiversità al livello globale rende necessaria la disponibilità di dati affidabili e comparabili, raccolti attraverso metodi di monitoraggio standardizzati, in grado di fornire un valido supporto alle politiche di gestione del territorio alle diverse scale. In tale contesto, risulta imprescindibile che la raccolta di dati sulla biodiversità sia finalizzata non più unicamente alla conoscenza, ma soprattutto alla valutazione dell’efficacia delle misure di gestione e conservazione.
All’Università Politecnica delle Marche presentati i risultati della sperimentazione condotta nell’ambito del Progetto PNRR MER Reti fantasma che non soffocano più i fondali, ma generano energia: è la nuova prospettiva aperta da Green Plasma, la tecnologia in grado di trattare fino a 100 kg di plastica marina non riciclabile al giorno, trasformandola in syngas, un gas combustibile ricco di idrogeno impiegabile per generare elettricità, direttamente nei porti e nelle aree di raccolta. Il sistema, sperimentato nell’ambito del progetto PNRR MER – Ghost Nets, utilizzando le reti da pesca abbandonate in mare e recuperate, è stato presentato ad ad Ancona e offre una via innovativa per la gestione dei rifiuti marini più difficili da trattare.