Oltre la costa: il tursiope segue il ritmo delle stagioni nel Mediterraneo
Il mare è un ambiente complesso e, per comprenderlo, ricorriamo spesso a categorie che aiutano a descriverlo, distinguendo per esempio gli ambienti costieri da quelli di mare aperto. Queste distinzioni sono utili, ma la natura raramente segue confini così netti. Il tursiope (Tursiops truncatus), considerato il delfino costiero per eccellenza, ne è un esempio.
Un nuovo studio mostra che gli habitat più favorevoli al tursiope cambiano con le stagioni e, in alcuni periodi dell'anno, si estendono ben oltre le aree costiere. Ne emerge un quadro più dinamico rispetto all'immagine tradizionale del tursiope come specie prevalentemente legata alla costa.
La ricerca, coordinata da ISPRA nell'ambito della rete Fixed Line Transect Mediterranean monitoring Network - marine species and threats (FLT Med Network) e del progetto europeo LIFE Conceptu Maris, ha ricostruito la distribuzione stagionale degli habitat favorevoli al tursiope nel Mediterraneo occidentale e nel Mare Adriatico grazie a 15 anni di monitoraggi standardizzati condotti lungo le rotte dei traghetti di linea.
Con oltre 635.000 chilometri percorsi e più di 1.000 avvistamenti, lo studio ha sviluppato e validato modelli di distribuzione robusti. I risultati confermano ancora una volta il valore dei traghetti come piattaforme di osservazione eccellenti del Mediterraneo, da cui raccogliere dati durante tutto l'anno anche nelle aree di mare aperto, difficili da monitorare con continuità.
L'analisi mostra che la distribuzione degli habitat favorevoli segue un andamento stagionale ricorrente. In inverno e primavera le aree più idonee si concentrano soprattutto sulla piattaforma continentale e nelle zone di margine, generalmente più produttive. In estate si estendono progressivamente verso il mare aperto e le acque profonde, raggiungendo la massima estensione in autunno.
Questa dinamica è influenzata dall’interazione tra la morfologia dei fondali e fattori oceanografici quali temperatura, produttività e circolazione delle acque. Nei mesi estivi anche l'aumento delle attività umane lungo le coste potrebbe contribuire all'espansione delle aree favorevoli verso il largo, un'ipotesi che richiederà ulteriori approfondimenti.
Tra le aree che mantengono con maggiore continuità condizioni favorevoli figurano il Mare di Alboran, il Mare delle Baleari, il Santuario Pelagos, il Tirreno orientale, l'Adriatico settentrionale e la piattaforma compresa tra Sicilia e Tunisia.
Lo studio offre una nuova chiave di lettura della presenza del tursiope nel Mediterraneo. Comprendere come gli habitat più favorevoli cambino nel corso dell'anno fornisce nuove conoscenze per orientare le strategie di conservazione, pianificare le attività umane in mare e valutare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi mediterranei.
Riferimento bibliografico: Pasanisi, E., Gregorietti, M., Atzori, F., Azzolin, M., Campana, I., Carosso, L., ... & Arcangeli, A. (2026). Recurrent seasonal habitat patterns of Mediterranean bottlenose dolphins revealed by long-term monitoring and validated SDMs. Ecological Informatics, 103859.

Foto: Echoes – CCMR (E. Pasanisi)