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Piano Nazionale di Ripristino della Natura. ISPRA: nuove opportunità per territori, comunità ed economia

“Non un Piano di vincoli, ma un grande progetto per il Paese. La tutela della natura deve camminare insieme allo sviluppo, con il supporto della scienza, con la partecipazione e una grande alleanza tra istituzioni, territori, imprese e cittadini”.

Cosi Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’ISPRA e del SNPA esprime, a nome dell’Istituto, soddisfazione per il nulla osta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) alla trasmissione alla Commissione europea della bozza del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, alla cui predisposizione l’Istituto ha fornito un ampio supporto tecnico-scientifico, in costante raccordo con il MASE e il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e con la collaborazione del Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA).

Un lavoro di squadra articolato e complesso, iniziato nel settembre 2025, che ha visto impegnato tutto l’Istituto e che ha accompagnato la costruzione del Piano attraverso analisi scientifiche, valutazione delle misure, individuazione dei gap conoscitivi, supporto alle amministrazioni centrali e regionali e confronto con le istituzioni europee. La bozza predisposta per la trasmissione alla Commissione europea comprende oggi 2.078 misure di ripristino, risultato di un percorso che si è progressivamente arricchito con la consultazione pubblica e il confronto con i soggetti interessati.

“Il Piano Nazionale di Ripristino della Natura – prosegue la Presidente Gallone – rappresenta una grande occasione per l’Italia. Dobbiamo raccontarlo e soprattutto attuarlo per ciò che può realmente costituire: non un insieme di vincoli stabiliti senza confronto, ma un progetto di rigenerazione del nostro patrimonio naturale e, insieme, dei nostri territori, delle nostre economie e delle nostre comunità. Ripristinare la natura significa investire nel futuro. La sostenibilità è autentica quando integra le dimensioni ambientale, economica e sociale, ponendo al centro le persone e i loro bisogni. Il grande lavoro svolto finora dall’Istituto non è certo un punto di arrivo, ma un percorso che prosegue oggi e per il futuro”.

Per ISPRA sarà fondamentale che la fase di attuazione prosegua con lo stesso metodo di confronto e partecipazione che ha accompagnato la predisposizione del Piano. Alla consultazione pubblica sono seguiti incontri con associazioni ambientaliste, rappresentanti dei settori della pesca, dell’agricoltura e delle foreste, associazioni venatorie, soggetti impegnati negli ambienti urbani e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).

“È questo – prosegue Gallone – il metodo che dobbiamo continuare a seguire: una grande alleanza per la natura e per lo sviluppo sostenibile. Stato, Regioni, Comuni, Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, mondo scientifico e della ricerca, imprese, agricoltori, pescatori, associazioni e cittadini devono essere protagonisti di un percorso condiviso. La transizione funziona quando nessuno viene lasciato ai margini e quando la conoscenza scientifica diventa strumento concreto per accompagnare le decisioni”.

Una visione che trova ulteriore forza nelle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione di Terra Madre, richiamando la biodiversità come patrimonio che protegge la salute umana e come responsabilità che richiede partecipazione popolare e azione delle istituzioni: “Le parole del Presidente Mattarella – conclude la Presidente Gallone - ci indicano ancora una volta una direzione chiara: ambiente, biodiversità, persone e sviluppo non appartengono a mondi separati. Sono parti dello stesso futuro. Il ripristino della natura non deve significare fermare i territori, ma aiutarli a evolvere meglio: rendendoli più sicuri, più attrattivi e capaci di generare nuova economia e nuova occupazione”.

ISPRA continuerà a mettere a disposizione del MASE, del MASAF e dell’intero sistema istituzionale le proprie competenze scientifiche, i dati, le piattaforme e la conoscenza del territorio, accompagnando le successive fasi del Piano nel rispetto delle proprie competenze.

Comunicato stampa