Istituto Superiore per la Protezione
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Progetto DigitAP: il monitoraggio della foca monaca e del DNA ambientale nelle Aree Marine Protette

Concluse recentemente  le attività di campo del progetto PNRR DigitAP dedicate al monitoraggio della foca monaca (Monachus monachus) nei siti costieri e al campionamento per le indagini sperimentali della biodiversità marina attraverso l’analisi del DNA ambientale (eDNA).

Nelle ultime settimane ISPRA, insieme al personale scientifico delle rispettive Aree Marine Protette, ha operato in diversi siti — tra cui Plemmirio, Punta Campanella, Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi e della Masseta — realizzando attività integrate di osservazione e campionamento.

Nel dettaglio, nelle AMP del Plemmirio e di Punta Campanella sono state installate fototrappole all’interno di alcune grotte costiere, per documentare la presenza della foca monaca e studiare le abitudini di frequentazione. Con il coinvolgimento anche dell’AMP delle Isole Egadi, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e una vasta area del sud della Puglia, salgono quindi a cinque le aree italiane impegnate in questo tipo di monitoraggio coordinato da ISPRA, rafforzando così le basi per la conservazione della specie a livello nazionale.

Parallelamente, sono stati effettuati campionamenti di acqua marina e di organismi filtratori per l’analisi del DNA ambientale. Questa tecnica, innovativa per le AMP, consente di identificare le specie presenti nell’area analizzando le tracce genetiche disperse nell’ambiente marino, offrendo nuove opportunità per migliorare il monitoraggio della biodiversità marina, ed ulteriori indizi ad hoc sulla presenza della stessa foca monaca, da integrare e intercalibrare con i metodi di monitoraggio tradizionali.

Queste attività si inseriscono nel quadro del progetto DigitAP, che sta dotando il sistema delle Aree Marine Protette (AMP) italiane di strumentazione avanzata e competenze tecnico-scientifiche necessarie per raccogliere informazioni chiave a supporto della loro gestione. La ricerca sul campo della foca monaca e le analisi sperimentale del DNA ambientale vanno quindi a integrare i 31 Piani operativi di monitoraggio sito-specifici formulati da ISPRA per ciascuna AMP nel corso del progetto.