Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale

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CAP-Fish

Il progetto si colloca all'intersezione critica tra ambiente, alimentazione e salute, riconoscendo che la sicurezza degli alimenti è intrinsecamente legata alla salubrità dei luoghi di produzione. La presenza di contaminanti ambientali nei prodotti ittici è da decenni una priorità per la salute pubblica.

Il Mar Mediterraneo rappresenta un caso di studio cruciale e vulnerabile. Essendo un bacino semi-chiuso, con un ricambio idrico limitato proveniente essenzialmente dall’Oceano Atlantico, i tempi di residenza dei contaminanti chimici aumentano significativamente, favorendone l'accumulo negli organismi marini. Sebbene il consumo di pesce sia universalmente riconosciuto per il suo apporto di nutrienti vitali – come gli acidi grassi omega-3, le vitamine del gruppo B e gli antiossidanti, fondamentali per la salute cerebrale – esso costituisce anche la via principale di esposizione a sostanze tossiche. Contaminanti come metalli pesanti (arsenico, metilmercurio, piombo, cadmio) e pesticidi (organofosfati) possono entrare nella dieta, risultando dannosi non solo per il cervello, ma anche per il microbiota intestinale, un fattore chiave nella patogenesi delle malattie neurodegenerative.

Attualmente, il sistema di controllo ufficiale italiano si concentra principalmente sul pesce d'allevamento, mentre i dati sulla contaminazione del pescato e sui contaminanti emergenti (per i quali non esistono limiti massimi definiti) rimangono scarsi o incompleti. Mancando un legame quantitativo ben definito tra i livelli di contaminanti nell'ambiente marino e quelli nei diversi organismi ittici, emerge la chiara necessità di una ricerca mirata.

L'obiettivo principale del progetto CAP-fish è valutare l'impatto dei contaminanti ambientali tossici e persistenti di interesse prioritario nei prodotti ittici del Mar Mediterraneo e studiare scenari di esposizione alimentare, approfondendo i possibili rischi per la salute umana.

I risultati mirano a supportare e implementare i regolamenti nazionali e internazionali per la sicurezza dei prodotti ittici, attraverso lo studio della presenza nel pescato di diverse classi di contaminanti, tra cui: Diossine (PCDD/F) e Policlorobifenili (PCB), Metalli tossici (Arsenico, Cadmio, Mercurio, Piombo), Sostanze Perfluoroalchiliche (PFAS), Ritardanti di fiamma bromurati (BFR), Metil-mercurio.