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Che cos'è la Direttiva Uccelli

La Direttiva 79/409/CEE "Uccelli" è stata la prima Direttiva comunitaria in materia di conservazione della natura; il suo impianto strutturale ha fornito il riferimento per la Direttiva Habitat, adottata 13 anni dopo. Successivamente la Direttiva Uccelli è stata sostituita integralmente dalla Direttiva 2009/147/CE che rappresenta la sua forma aggiornata.

Scopo della Direttiva è tutelare “tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri”, ovvero l’intero territorio nazionale e le acque territoriali di pertinenza. La tutela si estende alle uova, ai nidi e agli habitat.

I paesi dell’Unione europea adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare la popolazione delle specie di uccelli a un livello conforme   alle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali, pur tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative.

La Direttiva prevede cinque allegati:

  • Il primo (I) elenca le specie prioritarie, per le quali sono previste misure speciali di conservazione.
  • Il secondo (II) è diviso in due sezioni, la prima indica le specie cacciabili su tutto il territorio dell’Unione europea e la seconda le specie cacciabili nel solo Stato dove sono espressamente indicate.
  • Il terzo (III) regolamenta la commercializzazione delle specie di uccelli selvatici ivi riportate.
  • Il quarto (IV) elenca i metodi vietati per la cattura degli uccelli (trappole, reti, vischio, fucili a ripetizione con più di tre colpi, caccia da veicoli, ecc.).
  • Il quinto (V) identifica i più importanti settori di ricerca e i lavori scientifici che gli Stati membri devono promuovere (elenchi nazionali delle specie a rischio, censimento degli uccelli migratori, inanellamento, sviluppo di metodi ecologi per prevenire danni da avifauna, sviluppo di metodi per verificare l’impatto della caccia sulle popolazioni di uccelli ecc.).

Gabbiano corallino_Ichthyaetus melanocephalus_Stefano volponi

Gabbiano corallino, Ichthyaetus melanocephalus  Foto: Stefano Volponi

Misure per tutte le specie di uccelli 

Gli Stati membri si impegnano a mettere in atto misure per preservare, mantenere o ripristinare una varietà e una superficie di habitat sufficienti per tutte le specie di uccelli. Tali misure riguardano principalmente:

  • l’istituzione di zone di protezione;
  • il mantenimento e la gestione degli habitat all’interno e all’esterno delle zone di protezione;
  • il ripristino dei biotopi distrutti e la creazione di nuovi.

Misure speciali 

Per le specie elencate nell’Allegato I e per le specie migratrici sono previste misure speciali di conservazione degli habitat, volte a garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nelle rispettive aree di distribuzione.

A tal fine, gli Stati membri classificano come Zone di Protezione Speciale (ZPS) i territori più idonei, per numero e superficie, alla conservazione di tali specie nelle zone geografiche marittime e terrestri di applicazione della Direttiva. Particolare attenzione è rivolta alla tutela delle zone umide. Le ZPS sono parte integrante della Rete Natura 2000, insieme alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) istituite dalla Direttiva Habitat.

In Italia, la Rete Natura 2000 è costituita da 2.649 siti (dati aggiornati al dicembre 2024). Al netto delle sovrapposizioni, la superficie totale protetta è di:

  • 5.845.489 ettari a terra (pari al 19,4% del territorio nazionale);
  • 2.338.693 ettari a mare (pari al 6,5% delle acque territoriali).

Complessivamente sono state designate 643 ZPS e 2.364 SIC-ZSC (di cui 361 sono SIC-ZSC coincidenti con le ZPS). La copertura della Rete risulta eterogenea tra le Regioni e le Province Autonome, con valori che oscillano tra il 12% e il 36% a terra e tra l'1% e il 30% a mare.

Il consolidamento della Rete a livello nazionale è cruciale per il raggiungimento dei target della Strategia UE sulla Biodiversità per il 2030 (SEB2030), che punta a estendere le zone protette ad almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% delle aree marine. Al raggiungimento di questi obiettivi concorrono, oltre ai siti Natura 2000, anche i Parchi Nazionali, i Parchi Regionali e le altre aree protette riconosciute.

I paesi dell’Unione adottano misure idonee a prevenire:

  • il deterioramento degli habitat delle specie; e
  • perturbazioni dannose alle specie per le quali le ZPS sono state classificate, in cui le perturbazioni potrebbero avere conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della direttiva.

I paesi dell’Unione sono tenuti a concordare piani o progetti solo dopo essersi accertati che non avranno incidenze negative sull’integrità delle ZPS.

Misure di protezione generale

La direttiva istituisce inoltre una protezione generale per tutte le specie di uccelli selvatici nell’Unione e sancisce:

  • la legittimità della caccia per le specie elencate in Allegato II e fornisce indicazioni per una caccia sostenibile;
  • l’obbligo di non superare il numero di uccelli oggetto di prelievo venatorio per non pregiudicare il mantenimento di livelli soddisfacenti di popolazione;
  • l’obbligo di non cacciare le specie durante i periodi di riproduzione o di dipendenza;
  • il divieto di cacciare le specie migratorie durante il ritorno alle aree di riproduzione.

In particolare, la Direttiva vieta l'uso di metodi di cattura o uccisione di massa o non selettivi. Vieta, inoltre,  qualsiasi tipo di caccia con i mezzi di trasporto elencati nell'Allegato IV b.

Per garantire un'efficace attuazione della Direttiva, la Commissione europea richiede agli Stati membri di identificare l'estensione del periodo riproduttivo e, quando è possibile, la tempistica della migrazione prenuziale per le specie incluse nell'allegato II presenti sul loro  territorio.

Il documento "Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU. Version 2009", elaborato dal Comitato scientifico Ornis, ufficialmente adottato dalla Commissione Europea nel 2001 e rivisitato nel 2009, 2014, 2021 e 2025, stabilisce, specie per specie e paese per paese, le date (decadi) di inizio e durata della riproduzione (fino alla conclusione del periodo di dipendenza dei giovani dagli adulti) e di inizio della migrazione prenuziale.

Ricerca

Gli Stati membri dell'UE devono promuovere la ricerca per la gestione, la tutela e l'uso sostenibile della fauna (ad esempio, attraverso la redazione di una lista rossa nazionale delle specie di uccelli a rischio di estinzione).

Codirossone_Monticola saxatilis_Mario Monfrini

Codirossone Monticola saxatilis Foto: Mario Monfrini