Il pesce luna nel Mediterraneo: nuovi indizi su una specie ancora poco conosciuta
Con il suo corpo grande e appiattito, il pesce luna (Mola mola) è uno degli abitanti più riconoscibili e singolari del Mediterraneo. Incontrarlo non è comune, ma quando compare in superficie difficilmente passa inosservato. Eppure, nonostante le grandi dimensioni e l’ampia distribuzione, molti aspetti della sua ecologia rimangono ancora poco conosciuti, soprattutto nel Mediterraneo.
Un nuovo studio, coordinato da ISPRA, ha provato a colmare parte di queste lacune mettendo insieme le conoscenze scientifiche disponibili sulla specie, 14 anni di osservazioni raccolte da traghetto e i più recenti dati di DNA ambientale (eDNA).
Il cuore dello studio è rappresentato dai 1.583 avvistamenti raccolti tra il 2009 e il 2022 nell’ambito della FLT Med Network, lungo rotte fisse nel Mediterraneo occidentale e nell’Adriatico. Questa lunga serie di osservazioni ha permesso di evidenziare come la distribuzione del pesce luna vari nello spazio, tra stagioni e anni. Il Mediterraneo nord-occidentale emerge come l’area con i tassi di incontro più elevati, in particolare nel bacino ligure-provenzale, con le maggiori concentrazioni soprattutto in primavera. Gli avvistamenti risultano inoltre generalmente associati a temperature superficiali più basse e, seppure in modo meno uniforme, a una maggiore produttività delle acque, evidenziando il ruolo delle condizioni ambientali nel determinare la distribuzione di questa specie.
I risultati delle osservazioni di lungo periodo sono stati confermati dai dati di DNA ambientale raccolti tra il 2022 e il 2024 nell’ambito del progetto europeo LIFE Conceptu Maris. Attraverso le tracce genetiche lasciate dagli organismi nell’acqua, è stato possibile rilevare il pesce luna anche durante la notte e di descrivere le comunità biologiche associate alla sua presenza. Tra questi sono risultati frequenti diversi pesci lanterna, come Hygophum benoiti, noto come sua preda, e la medusa Pelagia noctiluca. Queste associazioni, emerse soprattutto nelle ore notturne e con organismi caratteristici di aree produttive, forniscono nuovi indizi sulle possibili relazioni trofiche e sull’utilizzo di zone ricche di potenziali prede.
Nel complesso, osservazioni visive e DNA ambientale restituiscono informazioni complementari, mostrando il legame della distribuzione del pesce luna con le condizioni ambientali e fornendo nuovi elementi sulla sua ecologia.
La revisione della letteratura conferma però quanto resti ancora da scoprire: le conoscenze sul pesce luna nel Mediterraneo sono tuttora limitate. Integrare letteratura, monitoraggio di lungo periodo ed eDNA permette così di aggiungere nuovi tasselli alla conoscenza di una delle specie più enigmatiche dei nostri mari e di comprendere meglio come la sua distribuzione possa rispondere ai cambiamenti in corso nel Mediterraneo.
Riferimento: Ciavoni, E.; Pasanisi, E.; Atzori, F.; Azzolin, M.; Campana, I.; Carosso, L.; Castelli, A.; Colombo, S.; Costantino, M.; David, L.; Di Meglio, N.; Roul, M.; Garcia-Garin, O.; Gregorietti, M.; Grossi, F.; Maffucci, F.; Moulins, A.; Pellegrino, G.; Pignata, E.; Pupillo, G.; Rota, A.; Sarà, G.; Scuderi, A.; Tepsich, P.; Valsecchi, E.; Vighi, M.; Arcangeli, A. (2026). Ocean Sunfish M. mola in the Mediterranean Sea: Shedding Light on an Enigmatic Species through 14 Years of Spatial and Environmental Assessment. Marine Environmental Research, 108429. https://doi.org/10.1016/j.marenvres.2026.108429
