Relazioni e monitoraggio
Il monitoraggio e il reporting sono strumenti fondamentali per valutare l’efficacia delle misure previste dalla Direttiva Uccelli e per verificare il raggiungimento dell’obiettivo di mantenere uno stato di conservazione soddisfacente per tutte le specie. L’approccio concordato a livello comunitario per il "reporting" periodico individua come unità di rendicontazione non le specie, ma le popolazioni di uccelli appartenenti a una determinata specie presenti nel territorio nazionale. Questo consente un’analisi di dettaglio qualora siano presenti diverse sottospecie o popolazioni, identificabili su base fenologica o biogeografica, che richiedano approcci gestionali differenziati.
Le popolazioni di uccelli sono inoltre caratterizzate da una mobilità stagionale, spesso su lunghe distanze, che rende complesso il monitoraggio e fa sì che siano necessari approcci coordinati e complementari al livello dei singoli Stati membri. La mobilità e la stagionalità degli spostamenti sono alla base di protocolli di raccolta dati, che devono fornire informazioni dettagliate sia sulle popolazioni nidificanti, sia – per alcune specie – su quelle migratrici e svernanti presenti in ciascun paese.
La check-list di riferimento per il reporting (“Check-list completa delle specie da rendicontare nella Direttiva Uccelli” scaricabile nel Reference Portal per la Direttiva Uccelli della rete EIONET) include 336 popolazioni appartenenti a 306 diverse specie (Fig. 1).
Nello specifico, a 268 popolazioni nidificanti (254 autoctone, 14 di origine alloctona) si aggiungono:
56 popolazioni svernanti (di cui 35 appartengono a specie presenti in Italia esclusivamente durante lo svernamento) e 12 popolazioni migratrici (di cui 8 rilevate in Italia esclusivamente in transito).
Mediante il Decreto ministeriale del 6 novembre 2012, le Regioni sono state incaricate dell’esecuzione del monitoraggio e della raccolta dei dati utili a valutare periodicamente lo stato delle specie di uccelli di cui all'articolo 1 della Direttiva 2009/147/CE. Il Decreto prevede inoltre l'utilizzo di un format condiviso al livello europeo per la raccolta dei dati derivanti dal prelievo venatorio..
Gli aspetti tecnici di queste operazioni sono gestiti da un gruppo tecnico coordinato dal Ministero dell’Ambiente della Sicurezza Energetica e del quale fa parte ISPRA.
La normativa stabilisce, inoltre, un ciclo di rendicontazione ogni sei anni: gli Stati membri trasmettono alla Commissione europea le informazioni demografiche e di trend che costituiscono il principale indicatore dell’efficacia delle misure di conservazione.
Il primo rapporto realizzato secondo il nuovo standard è quello redatto nel 2013 (ISPRA, Serie Rapporti, 219/2015: Rapporto sull'applicazione della Direttiva 147/2009/CE in Italia: dimensione, distribuzione e trend delle popolazioni di uccelli (2008-2012)).
Il rapporto più recente relativo agli anni 2013-2018 (ISPRA, Serie Rapporti, 349/2021 – Rapporti Direttive Natura – Sintesi dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario e delle azioni di contrasto alle specie esotiche di rilevanza unionale in Italia) fornisce il quadro aggiornato sui trend nazionali e sulle pressioni sulle specie (riassunto dei risultati in Fig. 1 e Fig. 2).
Fig. 1 Stato di conservazione (SC) delle specie di uccelli nidificanti in Italia incluse nel ciclo di rendicontazione ex Art. 12 (2013-2018). Tali dati vengono utilizzati per l’elaborazione di un nuovo indicatore ISPRA, che fornisce un quadro nazionale sullo stato di conservazione delle 268 specie di uccelli nidificanti valutate nel processo di rendicontazione ex art.12 della Direttiva Uccelli 2009/147/CE. Tra queste, sono incluse le specie di interesse comunitario elencate negli Allegati I e II della Direttiva, nonché quelle specie che giustificano la designazione delle Zone a Protezione Speciale (ZPS). Il risultato dell’indicatore a livello nazionale vede un aumento dal 51% (ciclo di rendicontazione 2007-2012) a 56% (ciclo rendicontazione 2013-2018) di specie con uno stato di conservazione favorevole sul totale delle specie. Tale incremento non ha consentito comunque di soddisfare l’obiettivo posto dalla Strategia per la Biodiversità 2020 dell’Unione Europea (76%).
Fig. 2 La suddivisione in guild ecologiche dell’avifauna nidificante fa emergere ulteriori specificità nelle tendenze dei trend della. In particolare, le specie legate ad habitat aperti sono quelle maggiormente minacciate, mostrando in maniera consistente la più elevata percentuale di specie in declino sia per quanto riguarda la dimensione delle popolazioni, sia la distribuzione. Per contro, le specie forestali mostrano la più elevata percentuale di specie in aumento di popolazione e di areale. Tuttavia, all’interno di quest’ultima guild ecologica permane un numero ingente di specie in diminuzione, meritevole di attenzione. Le specie legate agli habitat acquatici e marini presentano una minore frequenza di specie in declino, ma soprattutto il più elevato numero di specie con tendenza sconosciuta per ciò che concerne il trend di popolazione, enfatizzando l’importanza di implementare i monitoraggi su queste specie.
Vengono inoltre quantificate e valutate le pressioni che insistono sulle diverse specie o popolazioni. In questo modo è possibile individuare lo stato e i trend delle diverse specie presenti sul territorio nazionale individuando le forme più opportune di tutela/gestione al fine di garantire il mantenimento di uno stato di conservazione adeguato.
Per l’avifauna marina, in particolare, i monitoraggi di areale e trend vengono svolti in armonia con quanto richiesto dalla Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (2008/56/CE).
Il processo di rendicontazione relativo al periodo 2019-2024 è ultimato e si trova nella fase di screening finale.
ISPRA ha sviluppato:
- un sistema WebGIS che consente l’aggiornamento in tempo reale delle mappe di distribuzione, funzionando come un vero e proprio atlante online delle specie nidificanti (Fig. 3);
- un’interfaccia web per l’inserimento standardizzato dei dati di popolazione, delle pressioni e minacce, e delle misure di conservazione.
Questi strumenti, implementati a livello tecnico in collaborazione con il MASE e le Regioni, facilitano l’aggiornamento continuo delle mappe di distribuzione, la raccolta dei dati sul prelievo venatorio e la quantificazione delle pressioni sulle specie.
Fig. 3 Sistema WEBGIS predisposto da ISPRA come strumento messo a disposizione per le Regioni e Province Autonome al fine di favorire il processo di aggiornamento delle mappe di distribuzione delle specie di uccelli nidificanti per la rendicontazione ai sensi dell’articolo 12 della Direttiva 2009/147/CE per la conservazione degli uccelli selvatici (c.d. “Direttiva Uccelli"). Tale rendicontazione avviene in sincronia con l’analoga rendicontazione prevista ai sensi dell’articolo 17 della Direttiva Habitat.
Infine, i dati raccolti con il reporting alimentano indicatori di sintesi dello stato di conservazione, utili per tracciare i trend a breve e lungo periodo e per orientare le priorità di conservazione a livello nazionale.
Ambiente in Italia: uno sguardo d'insieme, Annuario dei dati ambientali 2024

Spatola - Platalea leucorodia Foto:Stefano Volponi