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Geoitalia 2011

FIST Geoitalia 2011 - Sessione F4 (Torino, 23 settembre 2011) "Uomini e Ragioni: i 150 anni della geologia dell'Italia unitaria"

Nel 2011 si sono compiuti compiono i 150 anni dell'unità d'Italia ed il Forum GeoItalia 2011 si è tenuto a Torino, prima capitale dello Stato unitario. Anche la geologia dell'Italia unita ha festeggiato così i suoi 150 anni, riflettendo sulla propria identità di scienza profondamente legata alla conoscenza del territorio, delle sue risorse e della sua evoluzione. Con tale intendimento si è ritenuto opportuno dedicare una sessione: - all'impegno ed alle intuizioni dei geologi italiani - attivi già da molto prima che il Paese, nel 1861, raggiungesse l'unità politica ed amministrativa - con particolare attenzione alla loro opera per la conoscenza del territorio del nuovo stato unitario fino ai nostri giorni; all'evoluzione delle discipline che in questo lasso di tempo hanno contribuito a conoscere e descrivere la struttura del Paese, a modificare l'approccio alle dinamiche del territorio, monitorando le modificazioni, spesso incisive, che hanno accompagnato nel tempo le nuove possibilità di applicazioni tecniche; - ai dibattiti che hanno accompagnato e convivono con l'evoluzione degli strumenti di diagnosi e l'interpretazione e la previsione dei fenomeni (frane, alluvioni, terremoti), nonché con l'elaborazione di prodotti sempre più diversificati (come la cartografia di base e tematica) e rispondenti ad esigenze puntuali di restituzione dei dati e delle informazioni. Se è indiscutibile, ma poco riconosciuto, che la comunità geologica italiana come tale svolse un ruolo speciale nel favorire l'unità d'Italia, si devono indagare le ragioni per cui non è stata ripagata per quanto meritava, con grave danno per il Paese. Sono evidenti del resto le conseguenze della mancata programmazione unitaria dell'uso del territorio ad onta delle conoscenze acquisite, che ha consentito vaste edificazioni e urbanizzazioni in alvei a rischio di inondazione ed in zone ad alto rischio vulcanico o idrogeologico. Altri esempi sono la costruzione del sistema idroelettrico degli anni 1930-50, che è rimasto un monopolio eccessivo degli ingegneri ed il repentino incremento edilizio abitativo e stradale degli anni 1950-70, con la conseguente impermeabilizzazione dei suoli ed il successivo incremento del dissesto idrogeologico fra il 1970 ed il 1985; anche questo dominato da architetti e politici che non ne hanno saputo prevedere costi di manutenzione e impatti. Lo sfruttamento e poi l'abbandono delle campagne e della manutenzione del paesaggio artificiale delle coltivazioni ed il conseguente spostamento degli insediamenti abitativi verso le coste, se era un processo ineluttabile di modernizzazione e prosperità, non è stato governato con l'ottica di chi il territorio lo conosce coi suoi vincoli insuperabili, come solo il geologo sa.