Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale

Cerca

STORIA E SCIENZE DELLA TERRA. Intersezioni epistemiche, pratiche e metodi di ricerca

  • Quando dal 20/10/2026 12:00 al 21/10/2026 13:00 (Europe/Berlin / UTC200)
  • Sito web Visita il sito
  • Aggiungi l'evento al calendario iCal

Il convegno-Forum Storia e Scienze della Terra. Intersezioni epistemiche, pratiche e metodi di ricerca, in programma a Urbino il 20 e 21 ottobre 2026, nasce dall’esigenza di mettere in dialogo ambiti disciplinari che condividono un comune interesse per la comprensione scientifica dei fenomeni naturali nella loro dimensione temporale, territoriale e sociale, nonostante la loro appartenenza a tradizioni, linguaggi e metodologie differenti,

Terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, variazioni climatiche e grandi frane non costituiscono un tema di indagine esclusivo delle Scienze della Terra, perchè tali fenomeni sono accaduti e accadono nel mondo abitato, quindi sono eventi storici, economici e sociali, che hanno lasciato ampie tracce  e  testimonianze del loro impatto negli archivi, nella memorialistica, nella scienza del tempo, nelle strutture urbane e architettoniche, nelle prassi amministrative, nella memoria collettiva e nelle forme attraverso cui le società hanno interpretato e affrontato il rischio di origine naturale.

Il programma dell’incontro assume la pluralità delle testimonianze storiche come punto di partenza per interrogare le possibilità e i problemi delle ricerche interdisciplinari. Le sessioni sono dedicate alla storia idrogeologica, alla sismologia storica, alle osservazioni climatiche anteriori al XIX secolo: le relazioni tra vicende geologiche e storiche mostrano in modo evidente ed emblematico la fecondità di questo confronto. Un’attenzione specifica è rivolta alle fonti storiche e ai loro contesti di produzione, conservazione e interpretazione. Archivi documentari e digitali, testimonianze orali, fonti istituzionali, cartografie storiche e dati strumentali non sono considerati semplicemente come ‘depositi’ di informazioni, ma come sistemi complessi di conoscenza, la cui utilizzazione richiede una riflessione critica sulle condizioni che ne determinano attendibilità, comparabilità e possibilità di uso molteplice. In questa prospettiva, la storia diventa uno strumento essenziale non soltanto per conoscere eventi naturali avversi del passato, e il loro impatto nelle società e nelle culture del tempo, ma anche per trasformare tali informazioni in conoscenza scientifica e ampliare la profondità temporale delle osservazioni: è questa una dimensione di cui le Scienze della Terra necessitano per comprendere le dinamiche complessive dei rischi di origine naturale della loro mitigazione, fornendo risposte di prevenzione oggi possibili.

È quindi quasi logico che Il confronto si estenda anche al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio, che sarà affrontato attraverso la storia dell’ingegneria e dell’ingegneria applicata all’analisi delle tracce lasciate dai terremoti negli edifici. A questo tema si aggiunge l’indispensabile esame geologico dei centri storici urbani, di cui sarà presentato il caso delle pietre nel centro storico di Urbino, e la problematica dell’uso delle fonti storiche relative all’attività dell’Etna. Il patrimonio materiale e documentario, fra cui anche quello storico-scientifico, diviene al tempo stesso oggetto di tutela e fonte di conoscenza. La prospettiva della lunga durata costituisce un ulteriore filo conduttore dell’incontro. La costruzione di poli documentari dedicati alla storia della sismologia e alla meteorologia, come discipline, lo studio della circolazione internazionale delle conoscenze sismologiche tra XIX e XX secolo e l’impiego di tecnologie avanzate per la gestione e la condivisione dei dati mostrano come la ricerca storica possa contribuire alla costruzione di un enorme patrimonio informativo e alla definizione di nuove domande scientifiche.

In questa stessa direzione si collocano le riflessioni sulla storia locale e sulla cartografia sismica, che invitano a considerare il territorio non come semplice scenario degli eventi naturali, ma come risultato di un’interazione continua tra processi fisici, pratiche conoscitive, trasformazioni sociali e forme di rappresentazione. L’obiettivo di questo incontro è dunque creare uno spazio di confronto nel quale studiosi provenienti da discipline diverse possano discutere categorie epistemiche, metodi e pratiche di ricerca, individuando i punti di contatto senza cancellare le caratteristiche gnoseologiche dei diversi camp: non quindi una generica integrazione tra saperi, ma una riflessione a più voci sulle condizioni attraverso cui la collaborazione interdisciplinare può produrre conoscenze importanti sui fenomeni della Terra, sulle loro dinamiche nei tempi lunghi della storia e sulle risposte delle società che con tali fenomeni hanno convissuto.

Urbino, con la sua storia, il suo patrimonio artistico, monumentale e scientifico, costituisce un luogo particolarmente adatto ad ospitare una riflessione che guarda insieme al passato e al futuro. Il programma prevede anche una visita al Gabinetto Scientifico di Fisica e alla ricostruzione virtuale dello studiolo del Duca, inserendo la riflessione teorica nel più ampio contesto della valorizzazione del patrimonio scientifico e culturale.