Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale

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Cipollino mandolato

Collezione De Santis
Type Cipollino mandolato
Denominazione Cipollino mandolato
Classificazione petrologica marmo
Provenienza Francia » Pirenei centrali » Campan
Forma e dimensioni parallelepipedo 13,5 x 9,3 x 2,5 cm
Numero inventario 1150.D

Pietra ornamentale caratterizzata da macchie di colore variabile: giallastro (varietà  detta "isabelle"), dal rosato al rosso fino al violetto (varietà  "rosso"), oppure verde (varietà  "verde"). Le macchie hanno forma allungata "a mandorla" e dimensioni centimetriche. Esse sono contornate da venature brune, rosse oppure verdi a seconda della varietà  del litotipo, larghe pochi millimetri e disposte a formare un reticolo.
Il nome di Cipollino mandolato deriva dall'aspetto "a cipolla" dovuto alla scistosità  della roccia e dalla caratteristica forma amigdalare degli elementi che la costituiscono. Altre denominazioni, di uso locale, Griottes de Campan o Marble campan, sono riferite al colore (dal francese "griottes": "rosso ciliegia") e al sito di provenienza (villaggio di Campan).

Il Cipollino mandolato è un calcare nodulare fossilifero, sottoposto a metamorfismo di basso grado. La roccia originaria conteneva resti di Goniatidi, cefalopodi paleozoici, i quali in alcuni casi sono ancora visibili nonostante il successivo metamorfismo. I noduli hanno natura microgranulare (micritici) o microcristallina (sparitici), e colore da bianco al rosso. La matrice è carbonatico-argillosa. La colorazione nelle diverse tonalità  del rosso è dovuta a fini dispersioni di ematite, mentre quella verde alla presenza di clorite: entrambe queste specie minerali sono concentrate nella matrice.
Roccia ornamentale utilizzata prevalentemente nella Francia meridionale, il Cipollino mandolato venne introdotto a Roma agli inizi del III sec. d.C. (sotto la dinastia dei Severi). Questa pietra venne impiegata anche in altre località  dell'Italia, in Iberia e in Britannia. Il suo riutilizzo è documentato in epoca medievale (principalmente per colonne). Dal XVI fino al XIX secolo, l'estrazione del Cipollino mandolato conobbe un nuovo sviluppo per la produzione di colonne e lastre di rivestimento, destinate ad edifici aristocratici e religiosi. La coltivazione di questa pietra continua ancora attualmente.
Gli impieghi e reimpieghi conosciuti del litotipo consistono in elementi portanti (piccole colonne), rivestimenti (crustae e lastre parietali; lastre pavimentali) ed elementi ornamentali (balaustre).

Il Cipollino
mandolato proviene dalle località  di Campan e Pont de la Taule, nella regione
dei Pirenei centrali (Francia). Le antiche tracce di attività  estrattiva sono
state in parte obliterate dalle coltivazioni delle epoche successive.