Istituto Superiore per la Protezione
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Granito delle guglie

Collezione Pescetto
Type Granito delle guglie
Denominazione Lapis pyrrhopoecilus; Lapis thebaicus; Granito di Assuan
Classificazione petrologica sienogranito
Provenienza Egitto » Aswan
Forma e dimensioni parallelepipedo 20 x 10 x 5 cm
Numero inventario 94.D

Pietra ornamentale caratterizzata da un mosaico di macchie (cristalli) prevalentemente di colore rosso o rosa, e in subordine bianche e grigie, aventi forma da irregolare a rettangolare, e dimensioni centimetriche. Sono presenti anche macchie nere, in genere meno numerose e più piccole.
L'impiego sistematico di questa pietra nella costruzione di obelischi le valse la denominazione di Granito delle guglie o Granito degli obelischi. Altre denominazioni sono riferite al colore: Lapis pyrrhopoecilus ("variegato di fuoco", con riferimento alla varietà  di tonalità  rosse assunte dalla pietra); Granito roseo o Granito rosso; Pietra pepata purpurea (il termine "pepato" si riferisce alla presenza delle piccole macchie nere tra quelle più chiare, grandi e numerose). Alcune denominazioni sono riferite all'area di provenienza: Lapis thebaicus o Pietra di Tebe (dall'antica regione della Tebaide); Sienite o Granito di Siene o Granito di Assuan (dall'antica città  di Siene, l'odierna Assuan); Pietra d'Etiopia (poiché l'area di estrazione cadeva al confine tra Egitto ed Etiopia).
La varietà  detta "Granito delle guglie minuto", meno frequente, presenta generalmente le stesse caratteristiche del litotipo principale, ma con macchie di dimensioni millimetriche.

Il granito è una roccia ignea intrusiva. I costituenti mineralogici principali del litotipo in esame sono: feldspato potassico (che puಠraggiungere anche le dimensioni di 4 cm, conferendo alla roccia una tessitura porfirica), plagioclasio (in genere concresciuto con il feldspato potassico), quarzo. I costituenti subordinati sono biotite e orneblenda: spesso queste specie minerali formano glomeruli, nei quali puಠessere presente anche l'anfibolo sodico riebeckite. I costituenti accessori sono: titanite, apatite, rutilo, zircone. Minerali secondari sono: calcite, sericite, clorite.
Il chimismo di questo tipo litologico è relativamente ricco in silice ed alcali, e povero in ferro e magnesio (sienogranito).
Il Granito delle guglie venne largamente impiegato dagli Egizi già  a partire dal periodo predinastico per molteplici utilizzi, fino a giungere alle costruzioni monumentali, tra cui i grandi obelischi. Nella Roma antica, l'uso di questa pietra ornamentale raggiunse il massimo sviluppo dalla fine del I sec. d.C. (sotto la dinastia dei Flavi) fino a tutto il III sec. d.C. Il litotipo si diffuse prevalentemente nel Mediterraneo centrale e orientale. Il Granito delle guglie fu oggetto di intenso riutilizzo, documentato almeno fino al XVII secolo (principalmente colonne e lastre di rivestimento). Attualmente, questa pietra ornamentale continua ad avere un impiego locale.
L'utilizzo più noto di questo granito fu quello degli obelischi, di grande significato simbolico ed effetto monumentale, che i Romani derivarono dalla tradizione degli Egizi. Sono conosciuti numerosi altri impieghi e reimpieghi del litotipo: elementi portanti (colonne, pilastri, basamenti), rivestimenti (gradini e lastre pavimentali), elementi ornamentali (vasche), manufatti (mortai, vasellame), statuaria.
Il Granito delle guglie era ritenuto una pietra di pregio, tuttavia per la sua abbondanza nell'Editto di Diocleziano (301 d.C.) gli era attribuito un prezzo pari a 100 denari per piede cubo.

Il Granito delle guglie venne inizialmente estratto dagli Egizi in diverse cave localizzate nei pressi di Assuan, l'antica Siene, nell'omonimo governatorato (Egitto meridionale). La crescente richiesta di questa pietra da parte dei Romani favorì, a partire dal III sec. d.C., l'apertura di nuove cave nell'area.
Il campione 94.D, appartenente alla Collezione Pescetto, proviene dagli scavi del Palatino.