Istituto Superiore per la Protezione
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Occhio di pavone rosso

Collezione De Santis
Type Occhio di pavone rosso
Denominazione Pneumonusio
Classificazione petrologica calcare organogeno
Provenienza Turchia » Marmara » Kutluca
Forma e dimensioni parallelepipedo 13,5 x 9,3 x 2,5 cm
Numero inventario 1206.D

La denominazione di Occhio di pavone è riferita, in realtà , non ad un solo litotipo, bensì a diverse pietre ornamentali estratte da siti differenti, tutte caratterizzate dal possedere macchie (bioclasti) aventi colore biancastro, dimensioni centimetriche, e forma ricurva fino ad anulare. La denominazione del litotipo deriva dall'aspetto caratteristico delle macchie, le quali ricordano appunto gli "occhi" della coda del pavone.
Il litotipo presenta diverse varietà , distinte a seconda del colore del fondo. L'"Occhio di pavone rosso" ha fondo di colore rosso vivo. Altre denominazioni della varietà , dovute proprio al colore caratteristico, sono: Pneumonusio ("di color del polmone") o Color fiamma. Questa varietà  proviene dalla Turchia.
L'"Occhio di pavone pavonazzo" ha fondo da rosso-violaceo fino a brunastro, mentre quello "bigio" ha fondo grigio con sfumature rosate: allo stato attuale delle conoscenze, si ritiene che anche queste varietà  provengano dalla Turchia.
L'"Occhio di pavone roseo" ha fondo rosa con sfumature giallastre e macchie bianche o rosate: esso proviene dall'Algeria.
L'"Occhio di pavone bianco" ha fondo grigio scuro su cui spiccano numerose macchie bianche: la sua provenienza è ignota.

L'Occhio di pavone è un calcare micritico fossilifero, originatosi per compattazione e cementazione di un fango carbonatico ricco in resti organogeni. La grana del litotipo è molto fine (micrite). I clasti sono formati in prevalenza da frammenti organogeni (bioclasti), composti da carbonato di calcio. Il contenuto fossilifero della roccia consiste principalmente in bivalvi del gruppo delle Rudiste e brachiopodi terebratulidi.
L'Occhio di pavone rosso venne introdotto a Roma agli inizi del II sec. d.C. (durante l'impero di Traiano). Il suo impiego raggiunse il massimo sviluppo dagli inizi del III sec. d.C. (sotto la dinastia dei Severi) fino al X sec. d.C. Il litotipo si diffuse in prevalenza nel Mediterraneo centrale e orientale. Il suo riutilizzo è documentato almeno fino al XVII secolo (principalmente per lastre di rivestimento).
Gli impieghi e reimpieghi conosciuti dell'Occhio di pavone consistono in elementi portanti (colonne), rivestimenti (crustae, cornici e lastre parietali; soglie, mattonelle e lastre pavimentali), elementi ornamentali (vasche; sarcofaghi).

L'Occhio di pavone rosso proviene dai dintorni di Kutluca, nella provincia di Kocaeli. Quest'area apparteneva anticamente alla regione della Bitinia ed attualmente alla regione di Marmara (Turchia).