Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale

Cerca

Pavonazzetto

Collezione Pescetto
Type Pavonazzetto
Denominazione Marmor phrygium; Marmor docimenium; Marmor synnadicum
Classificazione petrologica marmo
Provenienza Turchia » Egea » Iscehisar
Forma e dimensioni parallelepipedo 20 x 10 x 5 cm
Numero inventario 323.D

Pietra ornamentale dall'aspetto variabile dovuto a brecciatura più o meno marcata. Il fondo, di colore bianco diafano, contiene macchie (clasti) rossastre, porpora e viola, aventi forma schiacciata, spesso iso-orientate, di dimensioni centimetriche.
Il nome del litotipo deriva dalla predominanza dei toni rosso-violacei ("pavonazzi"). Le altre denominazioni sono riferite alla provenienza: Marmor phrygium o Marmo di Frigia (dalla regione omonima); Marmor docimenium o Marmo di Docimio (dall'antico villaggio di Docimio); Marmor synnadicum o Marmo di Synnada (dall'antica città  di Sinnada); Migdonio (dall'antica regione della Migdonia, la quale in realtà  era confinante con la Frigia).
I tipi nei quali la brecciatura è assai evidente sono definiti "Pavonazzetto brecciato".

Il Pavonazzetto è un marmo brecciato. Esso è costituito da clasti di marmo bianco uniti da una matrice rosso-violacea.
Il Pavonazzetto fu uno dei marmi colorati più apprezzati e diffusi nella Roma antica. Il suo impiego è documentato dall'epoca tardo-repubblicana fino a quella tardo-imperiale. Gli utilizzi di questa pietra ornamentale sono notevoli non solo per varietà  ma anche per quantità : ad esempio, nel Tempio di Giunone e Giove vi erano centoventi colonne scolpite in Pavonazzetto. Il suo riutilizzo è documentato fino all'epoca moderna (principalmente per colonne e lastre di rivestimento).
Gli impieghi e reimpieghi conosciuti di questo litotipo sono numerosi: elementi portanti (colonne), rivestimenti (cornici e lastre parietali; lastre pavimentali), elementi ornamentali (vasche; sarcofaghi), statuaria.
Il valore attribuito al Pavonazzetto si evince anche dal prezzo, pari a 200 denari per piede cubo, attribuito a questa pietra nell'Editto di Diocleziano (301 d.C.).

Il Pavonazzetto proviene dai dintorni della città  di Iscehisar (l'antica Docimio), quarantasette chilometri a nord di Suhut (l'antica Sinnada), nella provincia di Afyon. Quest'area apparteneva anticamente alla regione della Frigia ed attualmente alla regione Egea (Turchia).
Il campione 323.D, appartenente alla Collezione Pescetto, proviene dagli scavi del Palatino.