Progetto LIFE STRONG SEA
Il mare che si può salvare: ce lo racconta il documentario "The Phantom Catch” ISPRA al Salone Nautico di Genova con il recupero delle reti fantasma 4 ottobre 2026 – Ore 11,00 - Eberhard & Co. Theatre – Area Living the Sea Più di 180 segnalazioni, 24 azioni di recupero, 156 attrezzi da pesca rimossi, recuperate oltre 22 tonnellate. Sono i successi senza precedenti del Progetto Strong SEA LIFE , coordinato da ISPRA e finanziato dal Programma LIFE Natura e Biodiversità dell’Unione Europea, che sarà presentato al Salone Nautico di Genova con il documentario “The Phantom catch - Il grande problema delle reti fantasma", diretto da Igor D’India in cui, oltre a presentare i risultati del progetto, ripercorre il viaggio lungo cinque anni che ha visto protagonisti ricercatori e sommozzatori per liberare il Mediterraneo dagli attrezzi da pesca persi in mare. L’obiettivo principale del Progetto è proteggere e migliorare lo stato di conservazione degli habitat marini prioritari, costituiti dalle praterie di Posidonia oceanica e dagli habitat coralligeni, entrambi inclusi nella Direttiva Habitat e nella rete europea dei Siti Natura 2000. Gli interventi hanno riguardato diverse tipologie di attrezzi da pesca, tra cui reti da posta, reti a strascico, nasse e palangari, individuati a profondità comprese tra 8 e 40 metri. Le analisi scientifiche sugli attrezzi recuperati hanno permesso di identificare 89 specie appartenenti a 50 gruppi di organismi viventi classificati in base a caratteristiche comuni (taxa), con una predominanza di crostacei (30%), seguiti da alghe e organismi incrostanti. Questo dato testimonia il processo di progressiva colonizzazione biologica che interessa gli attrezzi dispersi nel tempo. Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “E’ per noi particolarmente significativo presentare il progetto Strong Sea Life e il documentario che ne racconta i risultati, proprio qui dove il mare, patrimonio naturale e risorsa essenziale per il nostro Paese, è protagonista e perché il Salone rappresenta uno dei luoghi nei quali più chiaramente si incontrano le diverse dimensioni del rapporto del nostro Paese con il mare: la nautica, l'industria, la ricerca, l'innovazione, il turismo, la cultura e il lavoro. Rimuovere una rete fantasma significa fare molto più che eliminare un rifiuto dal mare; significa ridurre una fonte di pressione sugli ecosistemi, recuperare materiali, prevenire ulteriori danni e costruire una maggiore consapevolezza sul valore della prevenzione. Il documentario contribuisce a rendere visibile ciò che spesso resta nascosto, avvicinare il pubblico a temi complessi e, soprattutto, stimolare una maggiore consapevolezza. Perché la tutela del mare non è solo una responsabilità delle istituzioni o degli esperti, ma una sfida collettiva che riguarda ciascuno di noi, nelle scelte quotidiane”.
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/progetto-life-strong-sea
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Il mare che si può salvare: ce lo racconta il documentario "The Phantom Catch” ISPRA al Salone Nautico di Genova con il recupero delle reti fantasma 4 ottobre 2026 – Ore 11,00 - Eberhard & Co. Theatre – Area Living the Sea Più di 180 segnalazioni, 24 azioni di recupero, 156 attrezzi da pesca rimossi, recuperate oltre 22 tonnellate. Sono i successi senza precedenti del Progetto Strong SEA LIFE , coordinato da ISPRA e finanziato dal Programma LIFE Natura e Biodiversità dell’Unione Europea, che sarà presentato al Salone Nautico di Genova con il documentario “The Phantom catch - Il grande problema delle reti fantasma", diretto da Igor D’India in cui, oltre a presentare i risultati del progetto, ripercorre il viaggio lungo cinque anni che ha visto protagonisti ricercatori e sommozzatori per liberare il Mediterraneo dagli attrezzi da pesca persi in mare. L’obiettivo principale del Progetto è proteggere e migliorare lo stato di conservazione degli habitat marini prioritari, costituiti dalle praterie di Posidonia oceanica e dagli habitat coralligeni, entrambi inclusi nella Direttiva Habitat e nella rete europea dei Siti Natura 2000. Gli interventi hanno riguardato diverse tipologie di attrezzi da pesca, tra cui reti da posta, reti a strascico, nasse e palangari, individuati a profondità comprese tra 8 e 40 metri. Le analisi scientifiche sugli attrezzi recuperati hanno permesso di identificare 89 specie appartenenti a 50 gruppi di organismi viventi classificati in base a caratteristiche comuni (taxa), con una predominanza di crostacei (30%), seguiti da alghe e organismi incrostanti. Questo dato testimonia il processo di progressiva colonizzazione biologica che interessa gli attrezzi dispersi nel tempo. Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “E’ per noi particolarmente significativo presentare il progetto Strong Sea Life e il documentario che ne racconta i risultati, proprio qui dove il mare, patrimonio naturale e risorsa essenziale per il nostro Paese, è protagonista e perché il Salone rappresenta uno dei luoghi nei quali più chiaramente si incontrano le diverse dimensioni del rapporto del nostro Paese con il mare: la nautica, l'industria, la ricerca, l'innovazione, il turismo, la cultura e il lavoro. Rimuovere una rete fantasma significa fare molto più che eliminare un rifiuto dal mare; significa ridurre una fonte di pressione sugli ecosistemi, recuperare materiali, prevenire ulteriori danni e costruire una maggiore consapevolezza sul valore della prevenzione. Il documentario contribuisce a rendere visibile ciò che spesso resta nascosto, avvicinare il pubblico a temi complessi e, soprattutto, stimolare una maggiore consapevolezza. Perché la tutela del mare non è solo una responsabilità delle istituzioni o degli esperti, ma una sfida collettiva che riguarda ciascuno di noi, nelle scelte quotidiane”.