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Invisibile agli occhi, ma non alla scienza: il capodoglio pigmeo lascia la sua firma nel Mediterraneo
La sua strategia di difesa. Il DNA del cogia di De Blainville è stato trovato, paradossalmente, con maggiore facilità rispetto a quello di altri cetacei rari ma avvistati più spesso, questo grazie alla sua straordinaria strategia di difesa. Quando minacciati, i cetacei del genere Kogia espellono un fluido bruno-rossastro da una "sacca d'inchiostro" interna, simile a quella dei calamari. Questo fluido crea un'enorme nuvola che li nasconde alla vista dei predatori, come orche o squali, fluido che, espulso in grandi quantità (fino a 11 litri per volta), è ricchissimo di DNA. Di conseguenza, lo stesso meccanismo che rende il cogia di De Blainville invisibile agli occhi di un predatore lo rende, al contrario, molto visibile agli strumenti di analisi molecolare.
Dove e da quanto tempo esiste. La vasta distribuzione geografica e temporale dei rilevamenti, insieme alla presenza di diversi profili genetici, suggerisce che non si tratta di singoli individui provenienti dall'Atlantico. È molto più probabile che nel Mediterraneo esista una popolazione stabile e radicata di cogia di De Blainville.
Un'ipotesi ancora più affascinante è che la popolazione mediterranea possa essere un "relitto", una sottopopolazione rimasta isolata per lungo tempo. A suggerirlo è il ritrovamento di un profilo genetico unico, diverso da quelli degli esemplari atlantici prossimi a Gibilterra, che potrebbe indicare una lunga storia evolutiva all'interno del bacino.
Questa scoperta scientifica ha un'importante conseguenza pratica: giustifica la richiesta di includere ufficialmente il cogia di De Blainville nelle liste di protezione internazionali per il Mediterraneo, come l'accordo ACCOBAMS (Accordo per la Conservazione dei Cetacei nel Mar Nero, Mar Mediterraneo e Zona Atlantica adiacente), per garantirne la tutela.
La notizia della scoperta è stata da poco pubblicata sulla rivista Mammal Review, trimestrale di primaria importanza che tratta temi legati all’ecologia applicata, la conservazione e la gestione dei mammiferi, studi sul comportamento animale, dinamiche di popolazione, confermando la solidità e la rilevanza scientifica dei risultati.

Foto: Robin Baird (Cascadia Research)
