Evidenza
Nel 2025 risorse idriche in calo rispetto al 2024. ISPRA ne monitora e aggiorna l'evoluzione
I dati su precipitazioni e disponibilità idrica Nel 2025, le precipitazioni totali in Italia sono state pari a 963,4 mm (circa 291 miliardi di m³), in calo di circa il 9% rispetto al 2024 , un anno particolarmente piovoso. Il 2025 fa però segnare un lieve aumento del 2% rispetto alla precipitazione media annua del periodo 1991–2020, ultimo trentennio climatologico, che ammonta a circa 285 miliardi di m³. Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile , vale a dire la quantità di precipitazioni al netto della perdita per evapotraspirazione, stimata in circa 128 miliardi di m³, risulta in calo rispetto alle medie storiche , è stata inferiore di oltre il 7% rispetto alla media annua di lungo periodo (circa 138 miliardi di m³), del 4% rispetto alla media dell’ultimo trentennio climatologico e di circa il 19% rispetto al 2024. L’attuale aggiornamento del bilancio idrologico continua quindi a confermare la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi, riferita in particolare alla disponibilità di risorsa idrica rinnovabile a livello nazionale.
Maria Alessandra Gallone è la nuova Presidente dell'ISPRA
Oggi l’insediamento ufficiale Si è insediata oggi la nuova Presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Maria Alessandra Gallone. Nata a Bergamo nel 1966, laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bergamo, docente abilitata, ha maturato una lunga esperienza istituzionale a livello locale e nazionale. È stata Senatrice della Repubblica per due legislature, componente della Commissione Ambiente, della Commissione d’inchiesta sugli Ecoreati, della Commissione Giustizia e della Commissione Agricoltura. Negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca e di esperto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, contribuendo ai processi di rafforzamento dell’integrazione tra università, ricerca, innovazione e territori.
ISPRA presenta alla Camera la “Piattaforma per la sostenibilità della finanza e delle imprese”
Il nuovo strumento operativo sarà disponibile dopo l’estate 2026 e permetterà di calcolare con rigore scientifico inquinanti, impatti e rischi fisici ISPRA trasforma la finanza sostenibile da obbligo normativo a opportunità competitiva con la nuova “Piattaforma per la sostenibilità della finanza e delle imprese”. Basato sul documento tecnico del 2024 "La sfida ambientale per la finanza sostenibile", il nuovo strumento introduce indicatori chiave ambientali scientificamente validati che permettono a imprese, operatori finanziari e PMI di calcolare con rigore scientifico le emissioni dirette e indirette (gas serra e inquinanti), varie tipologie di impatti e rischi fisici. La piattaforma digitale, che sarà operativa e resa disponibile agli utenti dopo l'estate 2026, è stata presentata alla Camera nel corso del convegno “Sfide ambientali e competitività: gli strumenti ISPRA per imprese, finanza e mondo assicurativo”. L'evento è inserito nella Campagna di comunicazione “Facciamo Circolare”, organizzata da ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del MIMIT.
Opere di difesa rigide e costa, un passo avanti nella conoscenza: pubblicato il geodatabase ISPRA
L’Italia oggi ha quasi un quinto della costa interessato dalla presenza di opere rigide di difesa: al 2020 si trattava di più di 1.500 km di costa, pari al 18%, con una crescita sui dati del 2000 del 27%, oltre 200 km di costa. La Calabria, più di altre Regioni, ha visto crescere la costa interessata da queste strutture del 66%. Dal 2020 ad oggi, seguendo lo stesso trend, si aggiungerebbero circa ulteriori 50 km circa. I cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi, come cicloni mediterranei e mareggiate; l’innalzamento del livello del mare e le alterazioni dei regimi di vento e delle correnti amplificano l’energia delle onde, accelerando i processi di erosione costiera e aumentando la vulnerabilità delle coste già fragili. In questo contesto, episodi come il ciclone Harry, che si è recentemente abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono più eventi isolati, ma segnali di una tendenza strutturale che si aggiunge agli effetti di alcune attività umane e richiede strategie di adattamento e gestione costiera sempre più integrate e basate su evidenze scientifiche.
Da Niscemi al quadro nazionale delle frane: il contributo di ISPRA tra dati e mappe
Con un fronte lungo 4 chilometri e un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona, la frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia lo scorso 25 gennaio, sta interessando il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10. L’abitato di Niscemi sorge su un pianoro delimitato, in prossimità e a margine dell’abitato, da una scarpata. I terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria, poggianti su argille. La zona di Sante Croci è già stata colpita il 12 ottobre 1997 da una frana di vaste proporzioni. Il comune di Niscemi è storicamente interessato da dissesti franosi, così come riportato dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), che contiene ad oggi oltre 684.000 frane sul territorio nazionale. I geologi della Regione Siciliana - Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia - sono impegnati nei sopralluoghi per procedere alla mappatura della frana di Niscemi, per l’aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).